Il Balaton Park Circuit non piace proprio a Francesco Bagnaia. Nelle Qualifiche non ha superato il Q1 e si è condannato a partire indietro, arrivando poi solo tredicesimo al traguardo della
sprint race MotoGP. Senza qualche caduta avvenuta davanti, sarebbe stato anche peggiore il suo risultato finale. Sicuramente quella ungherese non è una pista in cui è facile superare, però fa comunque impressione vederlo dietro alla Yamaha M1 di Jack Miller.
MotoGP Ungheria, l'analisi di Bagnaia
Pecco sicuramente sperava in un esito un po' migliore, però considerate le difficoltà che ha nel 2025 non è così sorpreso del piazzamento nella sprint race di oggi in Ungheria: "Non ci si poteva aspettare di fare tanto meglio partendo così indietro - ha detto a Sky Sport MotoGP - È una pista dove superare è abbastanza complicato. È un periodo di difficoltà, stiamo lavorando. Oggi abbiamo provato una strada diversa che porteremo avanti nelle prossime gare e speriamo che possa essere un tassellino in grado di aiutarci".
Venerdì ha accusato delle vibrazioni all'anteriore che lo hanno condizionato parecchio. Il team di Bagnaia ha deciso di esplorare una via differente per aiutare il pilota ad essere maggiormente efficace alla guida e dei risultati ci sono stati: "Fortunatamente - spiega - con la strada nuova che abbiamo preso mi sono sentito un po' meglio in gara. Era un passo abbastanza grosso, ci ho messo un po' a trovarmici bene durante la corsa, però poi sono riuscito a staccare un po' più forte e a trovarmi un po' meglio. Ovviamente, ci sono pro e contro, ho perso in altre zone. Però è un punto di partenza per provare a trovare una soluzione".
Pecco non si arrende
Il morale del tre volte campione del mondo non può essere dei migliori, però non smette di pensare di poter tornare a vincere. Bagnaia è chiaro su questo punto: "Una cosa che non mi manca è il credere in me stesso. So che nel momento in cui mi troverò bene, riuscirò a stare davanti e a vincere le gare. È un periodo difficile in cui stiamo lavorando. Porto in pista un lavoro di 50 persone e siamo tutti in difficoltà, stiamo cercando una soluzione. Non è facile trovarla. Dobbiamo continuare a crederci, so benissimo il potenziale che abbiamo. Una giornata storta può portare a stringere di più i denti e a lavorare di più".
Il fatto che Fabio Di Giannantonio sia arrivato secondo con la sua stessa Ducati gli dà fiducia? Questa la risposta di Pecco: "Diggia è stato molto bravo, veniva da un periodo di difficoltà ed è riuscito a fare un buon risultato. Sappiamo che basta una piccola cosa per poter andare più forte, non è che mi mancano 2 secondi... Qualche dettaglio può fare la differenza".