Il campione del mondo della MotoGP
Jorge Martin sta lavorando duramente per il ritorno in pista Il 26 marzo è tornato in scena per la presentazione della nuova Aprilia Tuono 457 a Noale, interrompendo momentaneamente la sua preparazione atletica per staccarsi dalla routine. Nel prossimo weekend si correrà in Texas e anche stavolta non sarà presente ai nastri di partenza.
Il rientro in pista resta incerto
Jorge Martin sta ancora lottando con le conseguenze dell'infortunio riportato nell'incidente di fine febbraio. Non è ancora chiaro
se ritornerà in occasione del GP del Qatar a metà aprile, i medici consigliano di attendere fino a quando le condizioni di salute saranno ottimali. "
Voglio tornare al 100 percento, con la versione migliore di me stesso. Tornerò il prima possibile, ma non posso dire esattamente quando. Il piano è il Qatar, ma nulla è certo", ha spiegato in un videomessaggio su Instagram.
Il 27enne sta lavorando duramente per il suo ritorno: fisioterapia, allenamento della muscolatura e della resistenza. Mercoledì “Martinator” ha assunto il ruolo di ambasciatore Aprilia presentando una entry-level del marchio veneto nello showroom del Gruppo Piaggio. Non si è lasciato sfuggire l'occasione di fare un giro sull'Aprilia Tuono 457, progettata principalmente per i giovani centauri, con un peso a secco di 159 kg e una potenza di 35 kW. Per il campione della MotoGP l'evento di Noale ha rappresentato un cambiamento dalla quotidianità, ma non vede l'ora di risalire in sella alla sua RS-GP e cercare di adattarsi il più velocemente possibile alla moto per puntare alla vittoria.
La battaglia della famiglia Martin
In questi giorni la famiglia del pilota spagnolo è alle prese con una vicenda al limite dell'incredulità. Dopo aver portato il nome di San Sebastián de los Reyes in mezzo mondo, il Consiglio comunale di Madrid ha deciso di dedicare al pilota soltanto una rotonda. Inizialmente avevano promesso di intitolargli un complesso sportivo e la madre del pilota non ha esitato ad apostrofare l'accaduto come una "una mancanza di rispetto". Il malcontento è esploso irrimediabilmente: "Vogliamo ricevere ciò che è stato promesso", ha denunciato Susana Almoguera, la madre del due volte campione, in un'intervista a Crónica Norte. Tante parole e promesse si sono risolte invece in “una piccola, insultante e anonima rotonda dove circolano solo gli autobus”.
La storia risale al precedente governo, che progettò un complesso sportivo nel quartiere Club de Campo, che avrebbe dovuto essere intitolato a
Jorge Martin Almoguera. L'ex vicesindaco Miguel Angel Martin Perdiguero aveva anche approvato il progetto con tanto di fondi per realizzarlo. Tuttavia, con il cambio di governo e l'arrivo di Lucia Fernandez come sindaco, il piano è stato bloccato. "
Mi hanno detto che un progetto così ambizioso non si poteva realizzare, ma che si impegnavano a realizzare un centro sportivo piuttosto interessante", ha spiegato la madre del pilota MotoGP. La promessa fu fatta “
con una stretta di mano nell’ufficio del municipio”, ma non fu mai mantenuta. “
Gli ho scritto più volte su WhatsApp chiedendogli come stanno andando le cose, la risposta è stata: le cose a palazzo si stanno muovendo lentamente….”
La frustrazione crebbe, soprattutto quando fu proposto di cambiare il nome di una piazza in quello di
Jorge Martin. Furono addirittura raccolte firme per rinominare Plaza Antonio Cabezón e il Consiglio comunale assicurò alla famiglia che non c'era bisogno di continuare a raccoglierle perché la proposta sarebbe stata approvata. In cambio, hanno chiesto che la celebrazione del titolo MotoGP si tenesse a San Sebastián de los Reyes e non a Madrid. La famiglia accettò e l'evento si tenne nella piazza del paese.
Una rotonda per il campione...
Ma ancora una volta nulla da fare, la politica non ha mantenuto quanto promesso. “Ci hanno scritto: '
Congratulazioni, la rotonda Jorge Martin verrà realizzata.' "
Scusi? Cosa intende per rotonda? Era la piazza", ha raccontato la madre del pilota, visibilmente turbata. "
Se vuoi dargli questo schifo, non dargli niente, capisci?" ha detto durante l'intervista. Tanta l'amarezza e la delusione dei familiari. "
Siamo davvero delusi", ha detto Susana Almoguera. "
Non ci hanno dato niente, ma non dovrebbero darci niente se ci danno della merda". E ha concluso: "
Quando avevano bisogno di noi, siamo stati lì per la nostra gente. E ora non tollereremo che ci prendano di nuovo in giro... Questa volta non staremo in silenzio".