MotoGP, Carmelo Ezpeleta

MotoGP: Il Mondiale 2020 è salvo? “Possiamo correre a porte chiuse”

Dorna non esclude la possibilità di correre senza pubblico, se arriverà il via libera delle Autorità. La F.1 riparte il 5 luglio a Zeltweg?

15 aprile 2020 - 19:00

La MotoGP, se le autorità lo consentiranno, potrebbe correre anche senza pubblico? La domanda sta diventando strategica, perchè le autorità di vari Paesi, Italia compresa, sembrano orientate a vietare i grandi eventi con il pubblico fino al 2021. Correre a porte chiuse potrebbe dunque diventare l’unica possibililità per salvare il Mondiale di quest’anno. La Formula 1 sta seguendo questa strada, ed è al lavoro per ristrutturare il calendario. La stagione delle auto potrebbe prendere il via il 5 luglio a Zeltweg, tracciato di proprietà Red Bull. Il ministro dello sport  austriaco ha detto che l’evento è “immaginabile”. La F.1 rinuncerà al 40% dei proventi garantiti dai promoter locali, per salvare il salvabile: cioè la fetta dei diritti TV, pari ad un altro 40%, e le sponsorizzazioni, che garantiscono ai team il restante 20%. La domanda cruciale è: la MotoGP se lo può permettere?

“CORREREMO ANCHE SENZA PUBBLICO”

Carmelo Ezpeleta ha chiarito il dubbio. “Se le disposizioni delle Autorità dei vari Paesi ci permetteranno di correre senza pubblico, correremo senza pubblico” ci ha detto il CEO di Dorna Sport, gestore della MotoGP. “Stiamo seguendo l’evolversi della situazione ora per ora, siamo pronti a ripartire appena ci saranno le condizioni”. Se lo farà la F.1, può farlo anche la MotoGP. Anche il calcio è al lavoro per la ripartenza, sempre a porte chiuse. In Germania le squadre della Bundesliga hanno ricominciato gli allenamenti il 5 aprile, e il campionato potrebbe riprendere il 9 maggio. In Italia la situazione è più complessa, perchè le autorità scientifiche che stanno orientando la strategia del governo sono assai dubbiose sulla riapertura. La Lega Calcio sta studiando l’ipotesi di concentrare in un’unica città tutte le squadre e il relativo personale, e di giocare quattro partite al giorno in un’unico stadio. Stessa soluzione è al vaglio della Premier League e della lega spagnola.

SUPERBIKE DISCO ROSSO?

La MotoGP a porte chiuse sarebbe un bagno economico per Dorna, visto che i promoter pagano 3-4 milioni per avere il GP. Ma sarebbero in salvo gli importi derivanti dai diritti TV e le squadre avrebbero garantita la  continuità aziendale, potendo incamerare i contratti già stilati con gli sponsor. Il discorso è molto diverso sul fronte Superbike, perchè in questo caso i diritti TV valgono assai meno. “I biglietti permettono agli organizzatori di recuperare i costi di gestione, che sono molto ingenti. ” ha spiegato di recente il capo dell’organizzazione, Gregorio Lavilla.  “Correre a porte chiuse per noi è insostenibile”.  Sembra il de profundis sul Mondiale 2020, a meno che il gestore spagnolo non decida di mettere mano al portofoglio anche sul fronte delle derivate dalla serie. Una soluzione draconia potrebbe essere concentrare i due campionati in un’unica sede, in giorni diversi, potendo condividere logistica e infrastruttura TV. Ma chissà se sarebbe tecnicamente realizzabile.

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