MotoGP, Zeltweg

L’Austria riapre alla F.1 “GP il 5 luglio immaginabile” E la MotoGP?

I governo austriaco apre alla possibilità di correre il GP F.1 a Zeltweg il 5 luglio, a porte chiuse. Correre senza pubblico è la salvezza, la MotoGP se lo può permettere?

12 aprile 2020 - 9:19

Mentre la MotoGP non esclude che il Mondiale 2020 possa essere cancellato, la F.1 è al lavoro per salvare questa tormentata stagione. L’idea del promoter Liberty Media è ricominciare il 5 luglio in Austria, a porte chiuse. Ieri il ministro dello sport  Werner Kogler ha dichiarato alla stampa nazionale che far svolgere il GP a porte chiuse in quella data “è un piano immaginabile, anche se gli organizzatori devono sapere che andranno rispettate tutte le normative sanitarie“. In Austria vige il divieto di organizzare manifestazioni sportive fino al prossimo 30 giugno. Il governo del cancelliere Sebastian Kurz valuterà non prima di fine aprile se ci sono le condizioni, ovviamente in base all’andamento della pandemia. Ma le parole del ministro, intanto, sono un’apertura importantissima. Circola anche l’ipotesi che la F.1 possa disputare nella Stiria anche un secondo GP, la domenica successiva (12 luglio).

PER LA F.1 CORRERE E’ VITALE

Le auto stanno alacremente lavorando  per tornare in pista prima possibile,  perchè i GP sono una voce decisiva nel bilancio delle squadre. Dagli organizzatori locali arriva circa il 40% della somma totale che Liberty garantisce ai team, una fetta che vale circa 40-50 milioni €. Le altre voci sono i diritti TV, per un altro 40%, mentre le sponsorizzazioni valgono solo il 20% della torta. Senza GP la F.1 sarebbe destinata al collasso, ecco perchè Promoter e squadre vogliono rimettere in piedi prima possibile un calendario di almeno 17-18 GP in modo da evitare che gli sponsor comincino a chiedere la revisione al ribasso dei contratti 2020, o addirittura la cancellazione.

LA MOTOGP NON PUO’ PERMETTERSELO?

Tutto il meccanismo di salvataggio si basa sull’ipotesi di correre a porte chiuse: è difficilmente immaginabile che prima del prossimo autunno nel mondo ancora spazzato dalla pandemia  ci siano le condizioni per eventi da centomila persone. Correre senza pubblico, ovviamente, ha un costo enorme, perchè manca la voce “incassi”. La F.1 evidentemente se lo può permettere. Ma la MotoGP? Gli accordi fra Dorna e i promoter locali variano da circuito a circuito, ma si parla in media di 3-4 milioni. Porte chiuse significa dover rinunciare a gran parte di questa somma, e investire direttamente nell’organizzazione dei ciascun GP. Se l’operazione salvataggio lanciata dalla F.1 avrà successo, la Dorna a quel punto si troverà spinta a sua volta a fare lo stesso. S assai imbarazzante vedere correre le auto, mentre la MotoGP resta ai box.

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