MotoGP

MotoGP: Dal 3 giugno l’Europa riapre le frontiere, speranza per Misano e Mugello?

La Comunità Europea riapre i confini, senza restrizioni, dal 3 giugno. A questo punto Dorna può salvare gran parte delle tappe MotoGP previste. Da agosto si corre con il pubblico?

16 maggio 2020 - 7:38

L’Italia dal 3 giugno 2020 riapre le frontiere: a questo punto sarà molto più agevole salvare le tappe MotoGP previste al Mugello e Misano. La misura è contenuta nel DCPM varato dal governo e ovviamente mira a salvare gli interessi turistici della nazione. Tutti gli stranieri provenienti dai Paesi dell’area Schengen, con l’aggiunta di Svizzera e Monaco, potranno entrare in Italia senza alcun obbligo delle due settimane di quarantena. Fino al 15 giugno restano chiuse le frontiere esterne, cioè gli arrivi nell’area Schengen (Italia compresa) dal resto del Mondo. Ma la situazione è in veloce divenire, e le autorità di Bruxelles contano di riaprire anche questo tipo di traffico fra poche settimane. E’ prevista la possibilità di limitare gli arrivi da aree europee dove si registrassero nuovi focolai di contagio. Ci sarà reciprocità, ovvero gli italiani godranno delle stesse aperture per viaggiare all’estero.

Dorna via libera

La riapertura delle frontiere spiana ovviamente la strada alla MotoGP e a tutti gli altri campionati internazionali di motociclismo. Dorna, promoter della top class e della Superbike, adesso ha il definitivo via libera per riorganizzare i calendari 2020. Senza più restrizioni di movimento, è facile ipotizzare che si possano salvare gran parte dei GP che erano inizialmente previsti, a cominciare dalle due tappe italiane al Mugello e Misano. La pista toscana avrebbe dovuto ospitare la MotoGP a fine maggio, Misano invece il 13 settembre.

Riapertura al pubblico? 

Ovviamente, ad oggi, stiamo ancora parlando di GP a porte chiuse. Le autorità europee stanno ripristinando la libertà di movimento, ma saranno ancora prescritte misure di prudenza, a cominciare dal distanziamento sociale. E’ quindi da escludere che, a breve termine, si possa sperare di correre un GP davanti a centomila persone stimati sugli spalti di un autodromo. Ma siamo a metà maggio,  e la situazione è in rapidissimo divenire. Da una parte i numeri del contagio si stanno abbassando: in gran parte delle regioni italiane, per esempio, da settimane gli infetti sono poche unità. Lo sport  si sta rimettendo in movimento: oggi in Germania riparte la massima serie di calcio, in Regno Unito e Spagna succederà ad inizio giugno, a porte chiuse. Il ciclismo ha riprogrammato tutte le maggiori competizioni (Tour de France, Vuelta, Giro d’Italia, Mondiale) dal primo agosto in poi, con il pubblico presente ai bordi delle strade. Se tutto va bene, non è affatto da escludere che da fine estate anche le moto possano tornare alla normalità.

L’esempio della F1 

Il nuovo calendario della F1, che non è ancora ufficiale, conta sei GP in Europa con inizio il 5 luglio in Austria, toccando successivamente Regno Unito, Ungheria, Belgio e il GP Italia a Monza, nella data originaria del 6 settembre. Per adesso la tappa tricolore è prevista a porte chiuse, ma chissà…

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