joe roberts

Moto2: Joe Roberts, speranza statunitense. “Fiero di quanto fatto quest’anno”

Joe Roberts ha riacceso l'interesse degli USA per il Motomondiale. "Qualcosa sta cambiando" ha ammesso. Nel 2021 con Italtrans per altri passi avanti.

6 dicembre 2020 - 16:39

Nelle stagioni passate gli Stati Uniti d’America sono stati grandi protagonisti nella storia del Motomondiale. Si guarda quindi con grande speranza a Joe Roberts e, dall’anno prossimo, anche all’esordiente Cameron Beaubier. Due piloti Moto2 spinti da un’intera nazione che, lo sappiamo bene, vanta parecchi campi0ni del mondo. Una storia iniziata con Freddie Spencer nel 1985 in 250cc, mentre l’ultimo titolo per gli USA arriva con il compianto Nicky Hayden, re della classe regina (già diventata MotoGP) nel 2006. Per quanto riguarda la classe intermedia, dobbiamo andare al 1990 con John Kocinski ultimo statunitense in trionfo nell’allora 250cc.

Da tre stagioni Joe Roberts è l’unico pilota americano presente nel Motomondiale. I risultati ottenuti quest’anno hanno riacceso l’interesse per questo campionato nel suo paese. A partire dalla prima pole personale in Qatar, la prima per uno statunitense da Ben Spies e la prima in Moto2 da Kenny Noyes, entrambi a segno nel 2010. Arriverà anche il primo podio in carriera per Roberts, succedendo sempre a Spies nel 2011, mentre se consideriamo solo la classe intermedia dobbiamo andare al 1993. Un podio e tre pole stagionali, sufficienti per mettere il 23enne di Malibù sotto i riflettori negli States, riaccendendo l’entusiasmo per il Motomondiale.

“Non ero da nessuna parte ed improvvisamente ho riacceso l’interesse americano. Qualcosa sta cambiando” ha sottolineato Joe Roberts a MotoAmerica.com. “È ciò che speravo da quando sono arrivato in Moto2. Posso essere fiero di quanto ho fatto quest’anno, anche se non ho ancora raggiunto i miei obiettivi. Prima dell’inizio dell’anno non sapevo nemmeno se vincere era un’opzione, avevo davvero la fiducia al minimo. Il team mi ha aiutato tanto.” Una rinnovata fiducia che l’ha portato a pensare di vincere in un paio di occasioni. Soprattutto nel GP di Francia, ultimo GP stagionale in cui è partito davanti a tutti dopo essersi messo in evidenza nelle libere.

“Continuavo a dirmi ‘A Le Mans faccio la pole e vinco’, me lo ripetevo ogni giorno. Ero davvero concentrato.” La prima parte del progetto è riuscita, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino domenica prima della gara. Un problema in griglia mentre il team stava cambiando la moto da bagnato ad asciutto: deve scattare dal fondo. Un fatto però che lo carica ancora di più: risale e chiude 6°. Certo con un po’ di amaro in bocca per l’occasione mancata, ma “Ho guadagnato ancora maggiore fiducia. È un tipo di gara che è importante disputare, per capire come superare una situazione difficile dando il massimo.” 

L’obiettivo al momento rimane vincere in gara, qualcosa a cui punta con Italtrans Racing: un primo e positivo debutto insieme c’è già stato nei test privati a Jerez. Affiancato da Giovanni Sandi. “È un uomo davvero divertente e molto professionale. Mi spinge, senza pressione ma in maniera positiva.” L’anno prossimo saranno due gli statunitensi, arriva anche Cameron Beaubier. “È uno dei migliori piloti del paese” ha sottolineato Roberts. “Doveva approdare in Europa ben prima, ha già 28 anni. Non vedo l’ora di vedere cosa può fare, ma non sarei sorpreso di vederlo presto in alto. Mi piacerebbe anche battagliare con lui, certo chiudendogli davanti.”

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Marc Marquez

MotoGP, disastro Marc Marquez: Honda cercherà i colpevoli?

biaggi 250cc aprilia - motomondiale

MotoGP, la storia: Aprilia e gli anni gloriosi in 125cc/250cc

marcon moto2

Moto2, Tommaso Marcon: “È il Mondiale, partiamo con molta umiltà”