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Moto2, il saluto di Thomas Lüthi: “È stato un grande viaggio”

Fine della corsa per Thomas Lüthi, che a Valencia ha disputato il suo ultimo GP. Una bella carriera per il terzo iridato svizzero nelle categorie 'classiche'.

15 novembre 2021 - 11:56

Gran Premio a Valencia ricco di grandi emozioni, non solo in MotoGP. In Moto2, oltre allo storico e meritato titolo di Remy Gardner, vale decisamente la pena ricordare anche Thomas Lüthi. L’esperto pilota, un pilastro importante del motociclismo svizzero, ha chiuso una carriera lunghissima e con anche una corona iridata. Precisamente nel 2005 nell’allora 125cc, tre anni dopo il suo esordio. Guardando la storia, non sono molti gli svizzeri campioni del mondo. Tolte le 10 corone sidecar (con Scheidegger e Biland), Lüthi è solamente il terzo iridato nelle categorie ‘classiche’ dopo Stefan Dörflinger (due mondiali 50cc, altri due in 80cc) e Luigi Taveri (tre titoli 125cc).

Il suo cammino si è chiuso con il 12° posto al Circuit Ricardo Tormo, per poi dare il via alla sua festa in pista ed in pit lane assieme alla compagna, agli amici, alla squadra. “Grazie a tutti, è stato un grande viaggio!” ha scritto come commiato sui suoi social. Il saluto di uno dei grandi protagonisti del Motomondiale nelle due categorie minori. Come detto, nel 2005 (dopo un grave infortunio che ha condizionato la sua stagione precedente) eccolo salire sul tetto del mondo nella storica ottavo di litro. Quattro vittorie, altri quattro podi, un solo zero ed una costante top ten per il suo unico iride. Nel 2007 approda in 250cc, per poi vivere in prima persona anche la trasformazione della categoria in Moto2.

È in questa nuova classe che nel biennio 2016-2017 arriva vicinissimo al titolo della middle class. È battagliero protagonista per tutt’e due le stagioni, ma infine chiude secondo rispettivamente dietro a Johann Zarco (qui l’omaggio al collega) ed a Franco Morbidelli. L’avventura in MotoGP nel 2018 è stata tutt’altro che memorabile, ma il ritorno in Moto2 l’ha visto nuovamente protagonista con il terzo posto in classifica iridata. A Valencia eccolo mettere la parola fine ad una carriera di peso, partendo da un ottimo sesto posto in griglia, per poi chiudere 12° in gara. Guardando i numeri: 318 gare disputate dal 2002 al 2021 con 17 vittorie, 65 podi in totale, 12 pole position e 19 giri veloci.

Autore di serrate battaglie ma sempre con l’estrema correttezza che ha contraddistinto la sua storia mondiale. Non per niente Zarco l’ha definito un gentiluomo, mostrando un grande rispetto per l’ex rivale dell’epoca Moto2. Ma per lui le porte delle due ruote mondiali non si chiudono di certo. Sarà parte della ‘rivoluzione’ PrüstelGP nelle vesti di direttore sportivo per il Mondiale Moto3 2022. Oltre a concentrarsi ancora di più sulla crescita dei giovani talenti svizzeri. Com’era Jason Dupasquier, di cui era manager… Da quest’anno poi segue con attenzione un altro ragazzino suo connazionale, il 17enne Noah Dettwiler, nel CEV Moto3 con Team MTA fino al round a Misano.

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Foto: Mandalika SAG Team

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