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ESCLUSIVA Celestino Vietti: “Imparerò da Bezzecchi come si va veloci in Moto2”

Celestino Vietti chiude l'ultima stagione Moto3. "Quasi sempre veloci, ma quel 'quasi'..." Il futuro è in Moto2, con tanta voglia di emergere presto. L'intervista.

15 dicembre 2020 - 20:00

Il 2020 è stato l’ultimo anno di Celestino Vietti in Moto3. Una stagione particolare per la pandemia in atto, in cui però a lungo si è mantenuto in ‘zona titolo’. Qualche errore finale l’ha poi allontanato, ma non per questo il bilancio è negativo, anzi. L’anno prossimo lo attende la sfida in Moto2, con compagno di box l’amico fraterno Marco Bezzecchi. L’obiettivo è imparare, con la speranza magari di regalare anche qualche sorpresa… Ecco cosa ci ha raccontato il pilota Sky Racing Team VR46.

Come valuti quest’annata?
È stata senza dubbio una stagione positiva. Abbiamo imparato tanto, anche se alla fine ho commesso qualche errore di troppo. Questo diciamo che abbassa un po’ il voto. Ma alla fine ho imparato davvero tanto, quindi possiamo essere soddisfatti.

Cos’è successo nelle ultime gare?
C’è stato certo qualche errore da parte mia che non ha aiutato. Alcune scelte poi non ci hanno dato una grossa mano. A volte magari abbiamo provato a rischiare qualcosa, ma non è andata bene. Un po’ spiace perché c’era un bell’obiettivo da raggiungere, ma fa parte delle corse.

Errori dovuti anche ad un po’ di pressione per il fatto che ti trovavi in ‘zona titolo’?
Magari alla fine un pochino sì, ma penso che le cadute siano dovute ad altri fattori. A Valencia-1 ho commesso il classico errore di Valencia, con la gomma un po’ più fredda a destra. Ho provato ad incrociare quando mi ha superato Fernández e sono scivolato. Invece a Valencia-2 non avevo la gomma giusta per quella situazione: ho fatto fatica, ero un po’ al limite e sono caduto. Alla fine credo siano stati errori più di distrazione che di pressione.

Cos’è andato bene e cosa no in questa stagione secondo te?
Siamo riusciti ad essere quasi sempre veloci ed in lotta con i primi per le posizioni giuste. Forse quello che non è stato positivo però è proprio il ‘quasi’. Ogni tanto abbiamo accusato qualche difficoltà, sono punti in meno che porti a casa e che ti fanno arrivare al finale di stagione col pensiero che non puoi più sbagliare.

Un anno che hai dovuto vivere praticamente lontano da casa.
Con le restrizioni da Covid, le gare molto vicine e tutto, sono rimasto sempre a Tavullia. Adesso faccio un po’ di vacanze a casa, trascorro del tempo con la mia famiglia, in seguito riprenderemo gli allenamenti.

E per quanto riguarda l’ambiente nelle gare?
Forse per noi è cambiato solo in parte. Non ci sono differenze per quanto riguarda il lavoro nel box, cambia invece quando sei nel paddock o quando finisci la gara: non puoi festeggiare, incontrare qualche fan… Un po’ dispiace. Ma dal punto di vista lavorativo non ci sono state novità, sei sempre con le solite persone. Certo non avere pubblico faceva sembrare tutto come una sorta di test un po’ più ufficiale, è qualcosa che è mancato. 

Al di fuori dei Gran Premi, come hai gestito la situazione?
Io sono quasi sempre rimasto in circuito, proprio per evitare certe situazioni. Soprattutto nelle doppie gare sono rimasto lontano da casa, così rischiavo molto meno. In circuito eravamo certo più al sicuro.

Come valuti il calendario molto ristretto di questo 2020?
Abbiamo avuto meno tempo per riflettere, per riposare… Non c’era la settimana di reset per capire dove avevi sbagliato, dove potevi migliorare, ma ogni domenica eri in moto. Forse però sei un po’ più sul pezzo, concentrato su quello che devi fare: se ti perdi un attimo, non hai più il ritmo.

In più di un’occasione poi avete corso sulle stesse piste.
Si alzava la competitività. A livello mentale e fisico era un po’ più stressante, di conseguenza anche un po’ più difficile come concentrazione.

Gara più bella dell’anno? Quella invece da dimenticare?
La più bella direi quella in Austria, ho vinto la mia prima gara. Ma direi anche Le Mans, le due tappe a Misano… Da dimenticare invece direi Brno.

L’anno prossimo l’esordio in Moto2. Com’è stato il primo contatto a Jerez?
Sono davvero contento di questa opportunità. Spero di essere pronto, la moto intanto mi è piaciuta molto fin da subito. Certo so che sarà difficile, ci vuole sempre un po’ per imparare una nuova categoria. Sarà un anno di apprendistato e cercherò di raccogliere più informazioni possibili per migliorare sempre di più ed avvicinarmi ai primi.

Quali sono state al momento le maggiori differenze che hai notato tra Moto3 e Moto2?
Certo la potenza del motore e di conseguenza una moto molto più fisica. Dovrò lavorarci in allenamento per arrivare pronto. Ma è molto bella: servirà uno stile di guida diverso, serviranno differenti accorgimenti sia in accelerazione che in frenata. Principalmente comunque rimani davvero colpito dalla potenza.

Come compagno di box avrai un grande amico, Marco Bezzecchi. Come sarà questa convivenza?
Sarà un bell’anno, molto divertente. Ci conosciamo davvero da tanto tempo e sono contento di condividere il box con lui. Sarà la prima volta da compagni di squadra, sono curioso di vedere come andrà. Quest’anno ha dimostrato di andare davvero forte, mi auguro di imparare da lui come si va veloci con questa moto.

Obiettivi per la prossima stagione?
L’unico a cui posso pensare è il titolo di Rookie dell’Anno. Ma non è un pensiero fisso. Come già ho fatto per la Moto3, punto a capire il più possibile la categoria e magari l’anno dopo riuscire a fare bene.

Ricordiamo però che già nelle prime gare Moto3 eri salito sul podio… Lo vedi possibile anche in Moto2?
Bisognerebbe proprio fare una bella stagione. Ma non si sa mai, magari mi trovo subito bene con la moto. Certo quando sei in pista vuoi essere sempre il più avanti possibile, sarebbe bello riuscirci.

1 commento

fzanellat_12215005
0:21, 16 dicembre 2020

Ci ricordiamo ancora il campione Moto3 2019?
Dalla Porta è stato quasi dimenticato da tutti gli
addetti ai lavori, ma il titolo rimane nell’albo d’oro.
Un ex campione che nella nuova categoria ha
fatto la miseria di 5 punti( 24° nel campionato).
Questo testimonia quanto sia difficile passare di
categoria ed essere veloci.
Vietti ha la fortuna di essere in un team molto
preparato ma, avrà bisogno di tutta una stagione,
per imparare la nuova categoria.

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