Qatar, l'aspetto grottesco della MotoGP: i piloti e il teatrino dei media

MotoGP
Lusail Circuit
Ad una settimana dal Gran Premio in Qatar, ne paddock della MotoGP continua il teatrino. I media chiedono ai piloti se andranno a Lusail, ignorando che nel motociclismo di oggi chi va in pista non viene investito di questo tipo di decisione strategiche. I protagonisti, imbrigliati nella selva dei microfoni, danno risposte surreali. Non potrebbe essere altrimenti.
Perlomeno in pubblico, pare che il fronte dei piloti dubbiosi sul viaggio a Lusail sia abbastanza compatto. Gli organizzatori hanno un contratto con il Qatar ma non solo: il piccolo Stato mediorientale è uno dei più solidi finanziatori del campionato. Senza contare gli investimenti stellari compiuti in Formula Uno, che è gestito dalla stessa società. Infatti il campionato delle monoposto ha confermato il GP ormai diverse settimane fa e nessuno, tantomeno i piloti, mette in discussione il viaggio. Nel motociclismo la rivoluzione americana è ancora in pieno svolgimento, per cui tanti ancora ignorano come funzioneranno le cose. I giornalisti nel paddock continuano a fare domande, i piloti le aggirano. Un teatrino.

Bagnaia preferisce tacere

Nessun pilota della classe MotoGP può e vuole parlare chiaramente della partecipazione al weekend in Qatar, in programma il 6-7-8 novembre. "Nessun commento, mi dispiace. Aspettiamo il momento giusto per viaggiare. Sapete che mi piace creare un po' di scompiglio, ma questo non è il momento opportuno", ha dichiarato Pecco Bagnaia alla vigilia delle prove libere in Malesia.

No comment di Alex Marquez

Gli fa eco Alex Marquez, pilota del team Gresini Racing. "Non possiamo parlare molto". Il minore dei fratelli di Cervera partirà per il Medio Oriente? "Da qui torno a casa e poi vedremo cosa succede durante la settimana, ok?". L'infortunio alla clavicola destra potrebbe essere un buon alibi per dare forfait... In realtà molti piloti sono alle prese con infortuni vari, ma in ballo c'è un titolo mondiale da assegnare.
Resta la sfida tra Marc Marquez, Jorge Martin e Marco Bezzecchi. "Dipende da cosa sono disposti a rischiare - ha sottolineato Alex Marquez -. Vedremo. Io sono molto più calmo di quei tre, ma è vero che è difficile. Quando noi piloti ci uniamo, non lottiamo solo per noi stessi, ma per tutto il paddock. C'è la sensazione che circa l'85% del paddock preferirebbe non correre". Marc potrebbe assicurarsi il titolo iridato anche saltando la tappa in Qatar... "Non posso rispondere a questa domanda".
MotoGP Qatar

"Non è la sede giusta"

Cosa ne pensa il diretto interessato e nove volte campione del mondo? Anche in questo caso vige massima riservatezza. "Qatar? Non possiamo dire nulla". Idem Marco Bezzecchi in conferenza stampa: "Mi fido dell'organizzazione, la decisione sarà presa considerando vari aspetti. Non è la sede giusta per parlarne".
Pedro Acosta intanto si affida al suo avvocato e sorvola su quanto detto in Commissione Sicurezza. Ma lascia intendere che ci sono contratti da rispettare, pena sanzioni pecuniarie di un certo rilievo. "In definitiva, devo adempiere ai miei obblighi nei confronti di KTM e anche a quelli che ho con il campionato. Se ci diranno che possiamo andare, penso che sarà perché la situazione sarà sufficientemente sicura e avranno tutto sotto controllo. È solo questione di tempo, visto che la gara è la prossima settimana e ne sapremo qualcosa nei prossimi giorni".
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