Pecco Bagnaia ha salvato l'onore in Ungheria, centrando il terzo podio consecutivo in questa stagione MotoGP. Il pilota ufficiale Ducati è risalito dalla quinta posizione in griglia fino al terzo posto sul circuito del Balaton Park, sfruttando l'incidente scatenato da Jorge Martin alla curva 1. Ma la luce in fondo al tunnel è ancora lontana.
Un podio "fortunato"
Il due volte campione MotoGP lamentava problemi con la Ducati GP26 sin dalle prove libere del venerdì. Gli mancava fiducia al posteriore della sua Desmosedici, soprattutto nelle curve a sinistra. Senza tralasciare il fatto che il circuito ungherese non si addice al suo stile di guida. Il terzo posto è un ottimo risultato, ma con la sensazione che il podio non rispecchia davvero il suo livello attuale. Con un pizzico di ironia e autocritica analizza la prestazione al Balaton Park. "Non so cosa ci faccio qui… per fortuna sono riuscito a cavarmela un po’ all’inizio".
Il pilota di Chivasso è uscito indenne dal parapiglia iniziale. "Non è stata una buona partenza e quando sono arrivato al primo punto di frenata ero già un po’ indietro. Ho visto che Martin non riusciva a fermare la sua moto ed è caduto insieme ad altri. Ho perso posizioni, ma poi le ho recuperate e mi sono ritrovato in terza posizione. Ho provato a seguire i primi due, ma dopo cinque o sei giri ho capito che non avevo possibilità".
Il maxi-incidente alla partenza
L'incidente poco dopo la partenza è diventato argomento del giorno. Cosa ne pensa Bagnaia? "
L'asfalto era al limite a causa del calore. Sono stato fortunato ad evitare la caduta. Penso che Jorge non abbia frenato troppo bruscamente, ma che la sua ruota anteriore si sia bloccata e non sia riuscito a controllarla. Secondo me, la colpa è stata più dell'asfalto che del pilota". Questo incidente ha influenzato la sua gara? "
Sì, ma poi ho recuperato posizioni velocemente e da quel momento in poi ho cercato di gestire la situazione".
I problemi con la Ducati continuano
Il terzo gradino del podio non soddisfa in pieno Pecco, alle prese con mille difficoltà in ingresso curva e nella chicane. "Ho avuto problemi con la ruota anteriore destra; perdevo molta aderenza e non riuscivo a frenare con decisione. Non ho avuto un buon feeling per tutto il weekend. Mi sono concentrato sul mantenere il terzo posto creando un distacco da chi mi seguiva, ma non è stato quello che volevo... Non siamo ancora dove vorremmo essere". E ammette: "Il podio è arrivato più per via delle circostanze che per una reale convinzione".
La vittoria finisce nelle mani del compagno di squadra, quasi inaspettatamente per via delle condizioni fisiche ancora precarie. "Non giocherei mai a poker con Marquez... è qui da molti anni e sa come creare aspettative. Sapevamo già che sarebbe stato il più forte qui, e lo sarà anche a Brno e ad Assen".
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