C'era grande attesa per il
test MotoGP a Misano, dove la Yamaha ha fatto girare
Fabio Quartararo, Alex Rins e Jack Miller con dei prototipi dotati di motore V4. Il tester Augusto Fernandez ha fatto debuttare ufficialmente la nuova M1 nel weekend di gara proprio in Emilia-Romagna, ma lo sviluppo è fondamentale far lavorare i piloti titolari. C'era grande voglia di fare chilometri e di capire a che punto è la rivoluzione messa in atto dalla casa di Iwata.
MotoGP Misano Test, Quartararo non convinto
Il campione MotoGP 2021, diciottesimo nella classifica combinata dei tempi del test a Misano, si aspettava una Yamaha un po' più a posto e ne ha parlato a Sky Sport MotoGP: "Abbiamo visto che ci mancano ancora velocità, fiducia, grip, potenza e anche di aerodinamica. Dobbiamo lavorare, stiamo provando tante cose e serve tempo. Il mio feeling è lo stesso degli altri piloti Yamaha, anche di Augusto che ha finito la gara abbastanza lontano da Marquez. Gli sforzi li sto vedendo, poi se questa sia una buona base oppure no è presto per dirlo, perché c'è tanto lavoro da fare".
Le parole di Quartararo sanno un po' di bocciatura, almeno momentanea. Si tratta di un progetto tecnico complesso e il pilota francese spera che con il duro lavoro si vedranno i miglioramenti necessari: "Non siamo ancora pronti. Al momento la nuova moto è peggiore di quella col motore 4 in linea. A Barcellona avevo avvertito miglioramenti che qui non ho sentito. Non credo che il motore V4 risolverà i nostri problemi, io li ho trovati identici. Ad oggi non vedo passi avanti nelle aree in cui ne avremmo bisogno, anche se il margine per migliorare c'è".
Il volto di Quartararo nelle interviste era quello di un pilota abbastanza deluso, anche se ha sottolineato che comunque vede l'impegno di Yamaha e che questa è una fase di sviluppo che richiede del tempo. Certamente, crea amarezza non vedere alcun lato positivo particolare sulla nuova M1. Anzi, a Misano ha avuto un feeling peggiore di quello avvertito guidando la moto col motore 4 in linea. Normale che si aspettasse qualche passo in avanti, almeno in qualche area.
Yamaha V4: i pareri di Rins e Miller
Alex Rins (diciassettesimo tempo a fine test) è di umore un po' migliore rispetto a Quartararo, ha avvertito qualche passo in avanti rispetto alla Yamaha M1 che guida abitualmente in MotoGP: "Sono abbastanza felice di come funziona la moto. È progetto nuovo e ho cercato di adattarmi, non era semplice. L'ho guidata solo nel pomeriggio e complessivamente è andata bene. Ho sentito che frena un po' meglio rispetto alla moto col 4 in linea, questa è un'area in cui sto soffrendo adesso. C'è ancora margine di miglioramento, sicuramente la prossima volta sarà differente, perché ci saranno parti diverse. C'è da lavorare sulla potenza, sulla maneggevolezza e tanti altri aspetti. Stanno lavorando duramente e siamo su una buona strada".
Anche Jack Miller (diciannovesimo in classifica lunedì), confermato nel team Prima Pramac Yamaha per il 2026, ha espresso commenti più positivi rispetto a Fabio: "Abbiamo cercato di capire punti forti e punti deboli, massimizzando i primi e migliorando nei secondi. Penso che siamo su una strada giusta, la moto funziona bene. Ovviamente, ci sono alcune aree in cui migliorare, però in altre abbiamo fatto progressi rispetto alla M1 attuale. Provenendo dalla vecchia M1, il cui punto di forza era la velocità in curva, ora stiamo cercando di trovare un nuovo equilibrio in termini di geometria, distribuzione dei pesi e tutti questi aspetti. Ora abbiamo solo bisogno di tempo".
Rins e Miller hanno apprezzato maggiormente il nuovo prototipo portato dalla casa di Iwata, anche se concordano con Quartararo sul fatto che ci sia ancora tanto lavoro da fare. Era impensabile che la M1 fosse già pronta o quasi, anche perché utilizzare per la prima volta a un motore V4 rappresenta un passaggio enorme per Yamaha. Azzeccare tutto in breve tempo è impossibile. Ci saranno altri test, l'auspicio è quello di vedere progressi costanti nella corretta direzione. El Diablo spera di avere un feeling migliore quando riproverà la moto. Non rimane che attendere.
Foto: Mauro Stanzani