Yamaha in poco tempo è passata da lottare per il titolo a faticare ad arrivare in top 10, ma sta lavorando intensamente per cambiare la propria situazione in MotoGP. Come abbiamo raccontato più volte, c'è in atto una rivoluzione con tanti cambiamenti e adesso si tratta di vedere se il 2025 sarà un anno nel quale potremo vedere
Fabio Quartararo e Alex Rins in lotta per risultati di rilievo. L'arrivo di un secondo team come Prima Pramac con altre due M1 può certamente essere di grande aiuto.
MotoGP, Bartolini su Quartararo e Rins
Massimo Bartolini, direttore tecnico Yamaha, ha parlato a Crash.net delle differenze tra i due piloti della squadra ufficiale: "Fabio è più bravo in frenata e a mantenere la velocità in curva. Alex è più bravo a gestire l'uscita di curva. Ma entrambi sono molto bravi. Adesso soffriamo la mancanza di prestazione della moto in generale e stiamo cercando di risolvere il problema, quindi a volte non è semplice. Ma stanno facendo un buon lavoro".
L'ingegnere italiano è proprio uno dei motivi per i quali Quartararo ha deciso di rinnovare il suo contratto con la casa di Iwata. La sua vasta esperienza in Ducati e il suo approccio al momento del suo arrivo sono fattori che hanno ridato fiducia al pilota francese, che ha scelto di sposare nuovamente il progetto Yamaha e di non abbandonarlo per cercare fortuna altrove.
Yamaha tornerà al top?
Yamaha sta investendo tanto per tornare protagonista in MotoGP e gli anni trascorsi in Ducati da Bartolini e dal capo aerodinamico Marco Nicotra saranno di grande aiuto. Il gap da recuperare è tanto, però è fondamentale iniziare a ridurlo e sarà interessante vedere quale sarà il livello della M1 nel pre-campionato e soprattutto nelle prime gare del 2025.
Bartolini spera di togliersi delle belle soddisfazioni e di poter esultare come fanno Davide Tardozzi e Gigi Dall'Igna, ciascuno con il suo stile, in Ducati: "Io di solito sono abbastanza calmo - spiega - tranne forse negli ultimi due-tre giri se lotti per qualcosa di importante. Ora si tratta più di sviluppo, guardi le gare analizzando ed è più facile mantenere la calma. Tardozzi è sempre stato così, ci ho lavorato per 20 anni ed è un amico. Dall'Igna è molto calmo o almeno così sembra! Davide mostra al mondo cosa pensano tutti in quegli ultimi giri quando si lotta per qualcosa di importante. Spero che nei prossimi anni mi ritroverò in quella situazione e vi farò sapere".