Il team Monster Energy Yamaha era arrivato ad Aragon con moderata fiducia, confidando nel nuovo asfalto e nelle novità tecniche testate a Misano per fare qualche passo avanti. Purtroppo, però, le performance sono state al di sotto delle aspettative.
Fabio Quartararo ha chiuso la giornata con il 20° tempo, alle spalle di Alex Rins e dopo aver collezionato anche una caduta nel corso delle
pre-qualifiche. Ci sono i soliti problemi legati alla mancanza di grip, grosso limite per la M1.
MotoGP Aragon, la delusione di Quartararo
Il campione del mondo MotoGP 2021 si è mostrato decisamente frustrato al termine della giornata di venerdì: "
La mattinata è stata terribile - riporta
Speedweek -
e anche il pomeriggio. Il nuovo asfalto è stato critico per noi e il feeling con la moto non era buono. Non riusciamo a piegare correttamente e a guidare al limite delle gomme, non sappiamo perché. Rispetto al 2022 ci mancano dai 3 ai 5 gradi di angolo di piega. Il feeling con la moto è del tutto incomprensibile, non so cosa aspettarmi: un giro non è così male e quello successivo è completamente diverso. Non capisco come abbiamo fatto questo passo indietro negli ultimi due anni".
Yamaha ha preso una direzione sbagliata nello sviluppo e Quartararo sta faticando a guidare la sua M1 ad Aragon: "Non ho mai guidato una moto con così poca aderenza. A tutti piace avere più grip per essere più veloci. Al momento, non abbiamo grip. La trazione non è così male, però fatichiamo tanto in frenata e in fase di inserimento ad alta velocità".
Yamaha M1 e Ducati Desmosedici GP
I punti forti della Yamaha sono svaniti da un paio di anni. Una volta la M1 si esaltava in curva ed era una moto facile da guidare. Inoltre, pur non possedendo il miglior motore, consentiva ai piloti di frenare forte e di recuperare qualcosa in staccata. Ora è tutto cambiato.
Quartararo lo ha sottolineato più volte e giovedì, alla vigilia del Gran Premio di Aragon, aveva anche fatto una sorta di paragone con la Ducati Desmosedici di qualche stagione fa: "
Ora abbiamo uno stile di guida che è un po' quello che avevano in Ducati quando Dovizioso correva con loro quattro anni fa. Se stiamo facendo ciò che facevano allora - riporta
Motosan.es - significa che qualcosa non va. Dobbiamo trovare grip al posteriore, in frenata, in curva e in trazione per migliorare davvero".
Quartararo avrà pazienza?
La Desmosedici in passato era forte in rettilineo e faticava in curva, girare e poi fare percorrenza era complicato, poi c'è stata una grande crescita ed è diventata la moto riferimento della griglia MotoGP. In Yamaha devono cercare di riportare la M1 a fare ciò in cui eccelleva in passato. Forse, aver cercato con insistenza di migliorare il motore ha fatto perdere la giusta strada agli uomini di Iwata nelle ultime stagioni. Ora si tratta di intervenire in ogni settore e servirà del tempo per avere risultati.
Il nuovo direttore tecnico Max Bartolini è stato chiaro nell'indicare il 2026 come l'anno nel quale il marchio giapponese potrà tornare a lottare per vincere. Quartararo dovrà essere paziente e lavorare a testa bassa per aiutare gli ingegneri a trovare le giuste soluzioni per mettere in pista una M1 competitiva. Fondamentale trovare una direzione giusta per lo sviluppo e da lì crescere con costanza.