Jorge Martin è divenuto Martinator di nome e di fatto. La sua capacità di riprendersi dagli infortuni, come quello di Portimao nel 2021, ma anche per la forza di volontà e tenacia che lo proiettano in testa alla classifica MotoGP. Il pilota Pramac è diventato una roccia a livello mentale, riuscendo a rimediare all'errore strategico del GP di Misano con due secondi posti in casa del rivale Pecco Bagnaia, che ora insegue a -24 punti.
L'episodio di Misano/2
Sulla strada verso il titolo iridato il madrileno ha ritrovato anche Enea Bastianini, che alla curva 4 dell'ultimo giro di Misano/2 ha effettuato
un sorpasso troppo azzardato, soffiandogli la vittoria. La Direzione Gara non è intervenuta, ha lasciato scorrere tra lo stupore del paddock MotoGP. "
Essere buttato fuori pista non è quello che mi aspettavo, ma è quello che è, quindi non c'è molto da commentare, se lo sarebbe meritato anche lui…", ha detto
Jorge Martin. Dalla parte del 'Bestia' si è ovviamente schierato Bagnaia. "
A me è successa la stessa cosa con Jorge in India. Quindi penso che sia un sorpasso in gara e non avrebbe senso… questa volta hanno preso una decisione corretta".
Un pericoloso precedente
Ai box Pramac fanno quadrato intorno al loro pilota, portano a casa 20 punti preziosi per l'obiettivo finale e guardano al bicchiere mezzo pieno. Non si può fare altrimenti, a poche ore dalla prossima tappa in Indonesia e quando mancano sei GP alla fine di questa stagione MotoGP. Meglio concentrare le forze e l'attenzione su altro. "Nessun dramma. Siamo contenti perché, ovviamente, siamo saliti sul podio", ha detto il team manager Gino Borsoi. "Abbiamo, ancora una volta, un divario tra noi e Pecco e mi dispiace per Pecco", ha aggiunto riferendosi alla caduta del campione in carica.
La non-decisione degli stewards lascia però un fondo di rabbia e amarezza nelle fila della squadra di Campinoti. “Non è mio compito stabilire cosa sia successo all'ultimo giro, non faccio parte della Direzione Gara. Hanno deciso di non penalizzare Bastianini e ora impariamo da questo. Sappiamo che c'è un limite. E in futuro, se avrai bisogno di fare qualcosa del genere all’ultimo giro, possiamo farlo perché ti è permesso farlo".
Pramac e Jorge pensano al Mondiale
Per il secondo anno consecutivo
Jorge Martin ha la possibilità di sedersi sul trono mondiale. L'anno scorso la sfida con Bagnaia è andata persa all'ultimo Gran Premio di Valencia, stavolta Pramac vuole riscrivere il finale. Soprattutto alla luce dell'addio che ci sarà a fine campionato, quando il team satellite dirà addio a Ducati e passerà con Yamaha. "
Secondo me siamo molto più forti dell’anno scorso, quando eravamo più forti alla fine. Adesso abbiamo iniziato subito forte. Continuiamo ad essere più forti. Quindi la cosa buona è che a Jorge piace davvero correre in Asia. Siamo riusciti a colmare il divario con Pecco e ora abbiamo un migliore feeling con la moto... Abbiamo tutti gli strumenti per lottare con la Ducati".
Non cantano certo vittoria Gino Borsoi e i suoi uomini, ogni gara sarà un passo decisivo verso il titolo. D'altronde la storia insegna che basta un errore per ribaltare una situazione simile. "Avere 24 punti (di vantaggio) è positivo, ma è ancora insufficiente. Come ricorderete, l'anno scorso eravamo 50 punti indietro qui a Misano... Siamo riusciti a colmare il divario, quindi è positivo, ma non è ancora sufficiente. Bagnaia c'è ancora e lo conosciamo molto bene. Bastianini ha dimostrato una velocità incredibile nelle ultime gare. Marc non è poi così lontano, difficile dirlo. Ma sicuramente ci siamo - ha concluso il team manager ai microfoni di MotoGP.com -. E siamo molto più forti dell'anno scorso".
Foto Pramac Racing