La
Sprint MotoGP a Jerez ha lasciato non pochi rimpianti a
Marc Marquez, che è caduto proprio quando era in testa e che sembrava destinato alla vittoria. Jorge Martin ha ammesso che non avrebbe vinto senza la scivolata del connazionale in curva 7. Il pilota del team Gresini Racing è poi risalito sulla sua Ducati ed è riuscito a conquistare il sesto posto, quindi 4 punti. Dopo aver fatto la pole position sognava anche il successo, ma ci riproverà nella gara lunga: è uno dei favoriti.
MotoGP Jerez, il rammarico di Marquez
Al netto della caduta, l'otto volte campione del mondo è contento del feeling che ha raggiunto con la Desmosedici GP23 e ne ha parlato a Sky Sport MotoGP: "Io ho un piano e sta andando avanti. Ovviamente, il piano non è cadere. È iniziato in Qatar, dopo siamo andati a Portimao e ad Austin ho fatto un click di intensità. Quando fai un click di intensità, poi prendi più rischio e sei là davanti. Adesso la velocità c'è, devo lavorare per gestire bene tutti i momenti. Come ad Austin, siamo riusciti a fare la cosa più difficile e a sbagliare la più facile. Comunque sono contento. Sta per accadere qualcosa, ma per il momento sto cadendo io e ci devo lavorare...".
Marquez ha avuto una sanzione per aver superato in modo irregolare Joan Mir, con il quale è arrivato a un contatto che ha fatto finire largo l'ex compagno di squadra: "È stata una staccata come quella che Binder ha fatto a me, però io ho aperto e sono andato lungo. Ho calcolato male e abbiamo avuto il contatto, come Brad lo ha avuto con Bagnaia alla prima curva. Ho dovuto restituire una posizione e agli steward ho detto sono d'accordo".
Marc commenta anche l'incidente Binder-Bagnaia
Poi Marquez è andato più nello specifico nel parlare del suo piano di azione per questa prima stagione in sella a una Ducati, confermando che sta lavorando nella corretta direzione: "Prima il piano era solo mio e riguardava il fatto di uscire dalla spirale negativa che c'era, adesso ne sto uscendo. Per uscirne ho provato a fare due weekend buoni come Qatar e Portimao, per poi spingere di più a Austin e a Jerez. Ad Austin abbiamo trovato qualcosa, abbiamo cambiato abbastanza la moto e mi sento molto meglio. Prima non volevo modificare tanto la moto, volevo solo capire come poterla guidare e poi adattare il setup allo stile di guida. Io mio capotecnico ha capito bene cosa mi mancava e abbiamo lavorato bene. Qui ho continuato con lo stesso setup di Austin e mi sento molto meglio, però ci sono ancora delle cose su cui lavorare".
Pecco Bagnaia ha dichiarato che c'è un eccesso di aggressività nelle sprint race e che i piloti dovrebbero avere un approccio più simile a quello delle gare lunghe. Questo è il pensiero di Marc: "
È sempre stato così. L'anno scorso tutte le cadute più importanti dei piloti sono state nelle sprint, anche i contatti. È un tipo di gara in cui tutti corrono molto cattivi, perché ci sono pochi giri che si devono fare a manetta. Per me oggi i commissari hanno fatto bene. Io ho preso la penalità con Mir ed è stato giusto, perché ho sbagliato. La situazione Binder-Bagnaia è difficile da valutare, ma non si è fatto niente a Portimao non si poteva fare niente qui...".