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Il team Repsol Honda ha vissuto una stagione MotoGP quasi surreale nel 2020. Abituato a trionfare dal 2013, grazie al talento unico di
Marc Marquez, la sua assenza ha catapultato il box in un'altra dimensione. Il capotecnico Santi Hernandez ha ammesso che i tanti successi del fenomeno di Cervera hanno portato l'intera squadra ad avere una visione distorta della realtà. Il suo infortunio a Jerez ha costretto vertici, ingegneri, meccanici e tifosi a tornare con i piedi per terra. "
Questo ti porta a pensare che vincere sia normale, ma non è normale nel paddock della MotoGP. Un buon risultato è finire tra i primi dieci".
Per dirla
alla Lucio Cecchinello, in casa Honda è mancato il centravanti di sfondamento, il Maradona delle due ruote. A sostituirlo una "riserva" come Stefan Bradl per nulla proiettato nell'ottica di dover sostenere un intero campionato MotoGP. Santi Hernandez e l'intero staff #93 sono passati armi e bagagli al fianco del collaudatore tedesco, con obiettivi totalmente ridimensionati. E con la priorità di dover testare continuamente nuove componenti. Da squadra vincente a test team di lusso, ma senza mai perdere motivazione. "
La Honda non ci ha chiesto nulla in nessun momento", spiega il capotecnico di Marc Marquez a Por Orejas, podcast di Motorsport.com. "
Hanno capito la situazione e ci hanno dato molta tranquillità, che è ciò che conta di più in questi casi. In un anno così complicato e condizionato dal Coronavirus, non posso che ringraziare Honda".
In HRC hanno capito il vero valore di Marc, che il suo ingaggio da 15 milioni di euro è più che dovuto. Se Suzuki ha dimostrato che la moto fa ancora la differenza in MotoGP, Honda ha compreso che l'otto volte iridato è in grado di colmare ogni lacuna. Un luogo comune con cui Santi Hernandez non è d'accordo è che la Honda sia una moto fatta apposta per Marquez. "Quello che succede è che Marc può fare cose che probabilmente gli altri non fanno... La Honda è una moto da corsa. Per superare un certo limite bisogna fare un atto di fede, crederci, ma lei stessa genera dubbi. È lì che il pilota decide se provarci o restare a quel punto". Nel box #93 ancora non sanno quando ritornerà il Cabroncito. In ogni caso bisogna farsi trovare pronti. "Dobbiamo essere preparati alla guerra quando ci chiamano".
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