MotoGP, Lucio Cecchinello

ESCLUSIVA Lucio Cecchinello: “Marc Marquez è il Maradona della MotoGP”

Intervista esclusiva a Lucio Cecchinello, team manager LCR Honda. Il congelamento motori nella stagione MotoGP 2021, l'assenza di Marc Marquez, l'addio di Cal Crutchlow dopo sei anni insieme.

26 gennaio 2021 - 7:30

Per LCR Honda si apre un nuovo capitolo dopo la partenza di Cal Crutchlow. Sei stagioni insieme, tre vittorie e nove podi, il pilota più vincente nella storia del team di Lucio Cecchinello. Nella prossima stagione MotoGP al suo posto ci sarà Alex Marquez che nel suo anno da rookie ha già incassato due podi e sfiorato il terzo. Per la prima volta la squadra satellite con sede nel Principato di Monaco schiererà due RC213V ufficiali, a suggello di una partnership ormai consolidata e che andrà avanti ancora a lungo. Con il 51enne ex pilota e manager veneto abbiamo parlato di cambio generazionale all’interno del box, di sviluppo dei motori e di Marc Marquez.

L’arrivo di Alex e il contratto con HRC

Nel 2021 non ci sarà più Cal Crutchlow, ma arriva un due volte campione del mondo come Alex Marquez. Cosa perde e cosa trova il vostro team?

Ogni pilota si porta dietro il suo carisma, il suo seguito di followers, la nazionalità di tutti i fan. Cal per noi ha rappresentato un ciclo importante della nostra storia, normale che avesse un suo inizio e una sua fine. Cal ci ha sempre assicurato dai due ai quattro podi a stagione, per noi era una certa garanzia di risultati. Con Alex, però, partiamo alla grande perché ha già dimostrato al suo debutto di poter puntare al podio. Tra lo stupore dei tanti addetti ai lavori ha conquistato due podi nella sua stagione da rookie. Perderemo un po’ di fan anglosassoni e guadagneremo follower latini. Riparte un altro ciclo di storia, quindi ci si guadagna in termini di motivazione, aspettative, sogni, voglia di fare risultati migliori rispetto al passato e sogni rigenerati.

LCR sarà legata alla Honda fino al 2022. Può confermarci questa indiscrezione?

Si, LCR sarà legata alla Honda fino al 2022. La nostra collaborazione si rinnova di anno in anno. Nell’ultimo contratto abbiamo già fatto i programmi per il 2022 incluso, però LCR ha la ferma volontà di continuare anche oltre. Il nostro rapporto è ininterrotto dal 2006 e vorremmo continuare a lavorare con Honda, perché oltre ad essere un partner tecnico si è stabilito un rapporto di grande amicizia con tutti gli ingegneri.

Sviluppo dei motori nel 2021

Il congelamento dei motori può essere un punto a favore (o a sfavore) per la Honda? E che Mondiale MotoGP dobbiamo aspettarci: sarà poco dissimile rispetto al 2020?

Un punto a favore o a sfavore (scherza, ndr)? Sicuramente il congelamento dei motori è stata un’ottima scelta nell’interesse di tutti i player. Sia per team privati che per case costruttrici. Non potendo ridisegnare completamente i propri motori aiuterà ad avere dei risparmi. A livello sportivo è ovvio che tutti quanti si aspettano che i valori in campo siamo simili. Quindi vedremo Ducati sempre al top delle velocità massime. Probabilmente una Honda in scia alla Ducati, però con una KTM altrettanto forte. E, sempre in termini di top speed, Suzuki leggermente migliore della Yamaha. Ma è anche vero che ci sono tutta una serie di parti importanti per la prestazione del motore, come gli scarichi, gli impianto di iniezione e di accensione che possono essere modificati, perché non costituiscono parte integrante del gruppo termico. Quindi non escludo che Honda possa presentarsi con un motore leggermente più competitivo, così come può accadere in Ducati. O addirittura che Yamaha possa recuperare qualche km/h in più di velocità massima.

L’assenza di Marc Marquez

Nella stagione MotoGP 2020 Honda non ha mai vinto. Perché l’assenza di Marc Marquez ha pesato così tanto?

A mio avviso perché Honda non aveva una punta… Non aveva il Maradona del motociclismo. Gli altri centravanti non erano maturi abbastanza. Alex Marquez era al debutto, Nakagami non disponeva di una moto ufficiale. Cal, invece, che doveva avvantaggiarsi si è rotto il polso nel warm-up in Spagna e successivamente si è dovuto operare al braccio per problemi di sindrome compartimentale. Poi ha avuto problemi al legamento della caviglia. Crutchlow, dopo il Maradona (Marquez) doveva mettere la palla in rete e purtroppo non ci è riuscito. Se avessimo avuto Nakagami con la Honda ufficiale e Alex con la maturità di fine stagione avremmo potuto vincere qualche GP.

Riusciremo a vedere Marc Marquez nella prossima stagione MotoGP e, dopo una così lunga assenza, sarà subito competitivo?

Marc ha sempre avuto il dono di riuscire a stupire tutti. Gli auguro di poter essere presente già nella prima gara in Qatar. Non so se a livello ortopedico la sua situazione sarà consolidata al punto di potergli garantire di guidare la moto. Ma sicuramente nel 2021 lo vedremo. Per quanto riguarda la sua competitività saprà lottare per il podio al suo rientro e a qualche mese di distanza potrà vincere qualche gara, perché quello è il suo DNA, il suo istinto, il suo talento.

Fine prima parte

1 commento

fabu
19:03, 26 gennaio 2021

Non c’é dubbio che Marquez sia il Maradona della MotoGP. Uno con la “mano de dios” l’altro col finale di stagione 2015, le infamie antisportive più ignobili di sempre. Ma Maradona ha la scusante dell’improvvisazione, l’altro l’aggravante della premeditazione.

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