MotoGP, Marc Marquez: "Hanno tagliato un osso per tornare in pista"

MotoGP
giovedì, 09 ottobre 2025 alle 11:40
Marc Marquez che non si fa per correre in MotoGP
Il ritorno di Marc Marquez sul trono della MotoGP è già diventato un film. Su Dazn è andato in onda un documentario intitolato 'Marc, più che un ritorno', all'indomani della vittoria arrivata con Ducati a Motegi. Un riassunto degli ultimi sei anni, tra infortuni, momenti di disperazione e risalita ai vertici del Motomondiale.

Il calvario di Marc Marquez

Il fuoriclasse di Cervera rievoca i momenti più difficili del suo calvario iniziato a Jerez 2020, come la quarta operazione all'omero del braccio destro, che è stata eseguita negli Stati Uniti. "Hanno tagliato un osso per essere rimesso dentro, solo per continuare a gareggiare, l'ho fatto per amor proprio e per amore di questo sport", rivela il sette volte campione MotoGP.
In quel viaggio alla Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) al suo fianco c'era Carlos Garcia, il suo fisioterapista. "Ha iniziato a entrare in un ciclo molto complicato. Le cose non funzionavano, compariva il dolore, non riusciva ad andare avanti, ti scontravi con un muro... è stato allora che ha iniziato a mettere tutto in discussione le cose", rivela Garcia.
Tutto è cominciato nel luglio del 2020 dopo il terribile incidente nel GP di Jerez, in un eroico tentativo di rimonta. Pochi giorni dopo la sua prima operazione, e dopo il fallito tentativo di Marc di gareggiare nuovamente a Jerez. Scendendo dalla moto nel corso della Q1, si verificò un secondo dramma. "Ricordo perfettamente che, alle 7:20 del mattino, Marc bussò alla mia porta dicendo 'è rotto, ho il braccio rotto'", racconta il suo fisioterapista.
La placca di titanio che teneva fermo l'osso aveva ceduto nel tentativo di aprire una finestra. Fu necessario il secondo intervento. Era ormai chiaro che Marc Marquez avrebbe saltato l'intera stagione MotoGP, ma non era ancora finita...

Marc ancora sotto i ferri

Alla fine del 2020, un'infezione ossea richiese una terza operazione. Doveva essere l'ultima. "Dopo la terza operazione, si capì che il problema era risolto e che da quel momento in poi sarebbe dovuto tornare alla normalità", prosegue García. Tuttavia, la normalità non arrivò mai. Il braccio non funzionava più come prima e la frustrazione cresceva a ogni gara. Marquez non era più lo stesso Marquez.
Fu allora che l'ombra del ritiro iniziò ad aleggiare nella mente di Marc e nel paddock della MotoGP. La scoperta della rotazione dell'omero lo pose di fronte a un bivio definitivo: convivere con le limitazioni o sottoporsi a un quarto intervento, il più complesso e rischioso di tutti. Un'osteotomia rotazionale presso la prestigiosa Mayo Clinic negli Stati Uniti. Un intervento che letteralmente implicava la ri-incisione dell'osso per rimetterlo in posizione.
"Io e lui siamo andati negli Stati Uniti da soli. È stato un periodo difficile, ci sono stati momenti di incertezza", confessa Garcia. "Tagliarsi un osso per poterlo rimettere a posto solo per correre in moto... lo ha fatto per rispetto di sé e per amore di questo sport". Dopo un lungo periodo di riabilitazione, il pilota è tornato progressivamente ai livelli di una volta, grazie anche al coraggioso addio alla Honda e al passaggio in Ducati.

Il riscatto finale

Il nono titolo mondiale è arrivato a Motegi, lo stesso circuito dove, due anni prima, aveva annunciato l'addio a HRC. Non si tratta solo di una delle più belle pagine di sport, ma anche di un grande riscatto umano. "Questo campionato è come un sogno. Molto speciale e meritato per tutto quello che ho passato". Nel weekend di MotoGP in Indonesia, a pochi giorni dalla conquista del titolo MotoGP, Marc Marquez ha rimediato un altro lieve infortunio. Stavolta non ci sarà nessuna fretta per recuperare...

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