Altra rimonta e altro podio per
Marc Marquez, scattato dal 9° posto della griglia e arrivato 3° al traguardo della
gara MotoGP a Motegi. Un'ottima prestazione, anche perché contenere il recupero di Enea Bastianini ed evitare di poter essere attaccato non era affatto semplice. Avrebbe preferito lottare per la vittoria, però ha ottenuto il massimo possibile oggi in Giappone.
MotoGP Giappone, il bilancio finale di Marquez
Intervistato da Sky Sport MotoGP, il pilota del team Gresini Racing ha parlato proprio di come ha approcciato la seconda metà della corsa, riuscire a mantenere la 3ª posizione non era semplice: "Ho fatto una gestione al massimo, all in. Avevo paura dell'ultima parte di gara, in cui Bastianini è sempre molto forte. Poteva arrivare e prendermi il podio, ma ero concentrato al 100% e cercavo di non sbagliare. Penso che abbiamo fatto una buona gara, non perfetta, perché nei primi giri ho perso del tempo con alcuni sorpassi. Quando sono arrivato terzo, i primi due già erano andati. Non ne avevo di più per prenderli. Con la gomma media dietro non mi sentivo benissimo, mi trovato meglio con la morbida, che però non avrebbe funzionato in gara".
A Marquez è stato anche chiesto se il vecchio infortunio al braccio destro sia qualcosa di ormai lontano e superato. Questa la sua risposta: "Un infortunio è un infortunio. Se chiedi a un dottore cosa succede a un braccio se lo apri quattro volte e rompi l'omero tre volte, ti dirà che perde performance. Però abbiamo lavorato ogni giorno per essere al massimo livello. Evidentemente, non ho il fisico del 2019, ma ho un fisico accettabile e che mi permette di guidare bene. Questo mi fa divertire in moto, provo a fare il mio 100% e ad aiutare la Ducati. Avevo detto di voler vincere una gara quest'anno e ci sono riuscito, ora sto trovando una costanza che mi dà fiducia per il prossimo anno".
Marc, obiettivo costanza raggiunto
Anche a DAZN l'otto volte iridato ha spiegato che non è stata una corsa semplice, anche se poco spettacolare: "È stata una gara intensa mentalmente, soprattutto per non sbagliare. È stato tipo un rally uno contro uno, cercando di non sbagliare e di essere costante. Probabilmente noioso per lo spettatore, ma su questo circuito anche quando ti avvicini è difficile sorpassare".
Marquez ha anche raccontato di aver avuto nuovamente un problema ai freni: "Nei primi giri con il gruppo si è ripresentato il problema con i freni e lì è molto difficile, bisogna correre dei rischi. Diventa un po' imprevedibile ciò che succederà durante la frenata. Un pilota mi ha superato perché non potevo frenare dove volevo. Ma una volta sorpassato Binder, credo che la temperatura sia un po' scesa e mi sono sentito molto meglio. Così sono riuscito ad essere costante, però i primi erano già lontani. Cercando di recuperare hop commesso un errore in curva 1, sono andato largo, e da lì mi sono dedicato a gestire Bastianini".