Nello scorso GP in Austria svariati piloti hanno dovuto gestire l'eccessivo consumo di benzina. Un problema che sta peggiorando con le attuali MotoGP.
Sono molte le variabili determinanti nel rendimento delle MotoGP, ma lo
scorso weekend in Austria c'è stato un problema più evidente di altri. Parliamo del consumo di benzina, aspetto su cui hanno puntato il dito svariati piloti sia dopo la Sprint che dopo il GP, con necessità quindi di ricorrere a mappature del motore molto conservative o addirittura di lasciar passare altri e mettersi in scia per risparmiare carburante e arrivare alla fine. Il Red Bull Ring è sempre stato molto esigente a livello di consumi, ma stavolta il problema si è presentato in maniera decisamente più evidente, "falsando" in parte il risultato del weekend. Non dimentichiamo che poi ci sono stati anche guai ai freni (Marquez e Bagnaia sono due esempi) o gomme (Miller definitosi imbarazzato perché "più lento di una Bagger"), ma concentriamoci in questo caso sul discorso carburante.
I problemi delle attuali MotoGP
La pista di Spielberg è un cosiddetto stop-and-go, una combinazione di violentissime frenate e ripartenze da bassissima velocità. Tutto ciò rende difficile la gestione ottimale del massimo di 12 litri di carburante per la Sprint e dei 22 litri per la gara della domenica. Ma perché? Molto dipende dalla conformazione dalle attuali MotoGP: le alette aerodinamiche e tutti i dispositivi che regolano l'altezza certo aumentano la potenza, ma come per tutto c'è il lato negativo, ovvero uno sforzo più importante da parte del motore con annesso maggior consumo di carburante per una medesima distanza rispetto al passato. Ecco quindi che le squadre MotoGP si sono dovute adeguare per non mettere nei guai i propri piloti durante le corse, inserendo mappature ecologiche che permettano di gestire e risparmiare benzina per arrivare fino al traguardo. Si creano però situazioni piuttosto imbarazzanti... Non sono mancati casi eclatanti in Austria.
La "mappa Moto2"
Citiamo la caduta di Pedro Acosta nella Sprint, con lo spagnolo che ha poi ammesso di essersi distratto per aver controllato il dashboard, o meglio il consumo di benzina della sua KTM, cosa che ha dovuto gestire anche nel GP infine vinto. Situazione peggiore per il compagno di box
Brad Binder, sempre nella gara lunga in Austria: il sudafricano ha in seguito parlato ironicamente di una
"mappa Moto2" con cui ha dovuto correre da metà gara per risparmiare benzina dopo l'allarme sul dashboard, ma sentendosi in imbarazzo per i sorpassi subiti, con la sensazione di essere quasi fermo. Jorge Martin ha ammesso di essersi volutamente accodato ad Acosta nei primi giri per risparmiare carburante, costretto a gestire fin da subito, ma non dimentichiamo Fabio Quartararo, già nei guai a Misano e in difficoltà per questo anche in Austria fin dalla Sprint. Forse non solo gli unici, ma questi sono i piloti che post GP hanno ammesso chiaramente il problema. Chissà se l'arrivo delle nuove MotoGP permetterà un miglioramento anche in questo senso...
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