Fabio Di Giannantonio: una MotoGP dalle valutazioni usa e getta

MotoGP
mercoledì, 03 luglio 2024 alle 7:45
fabio digiannantonio assen motogp 2024
La legge del mercato in MotoGP impone di precorrere i tempi, anticipando di mesi e mesi la stesura e la definizione dei contratti, alle volte senza nemmeno la disputa di gare della stagione corrente. Succede alle volte che a farne le spese siano gli stessi piloti. In determinati casi uscendo dal giro senza poter materialmente avere il tempo di dimostrare alcunché, in altri giovando di questa situazione. Se vogliamo, Fabio Di Giannantonio è il caso più emblematico, passando in meno di 12 mesi da motociclista (di fatto) appiedato a vestire il ruolo di profilo cruciale del mercato piloti 2025.

LA SCHIZOFRENIA DELLA MOTOGP ATTUALE

I piloti, a maggior ragione se giovani, crescono, maturano, si migliorano. Per carità: tutto giusto, ma la sostanza di un motociclistica non cambia così radicalmente. Fabio Di Giannantonio che talento e manetta non gli siano mai mancate era risaputo anche in un pregresso biennio in MotoGP dove ha ottenuto poco/nulla, cambiando ritmo soltanto nel rush finale del 2023. "Diggia" in 12 mesi non è propriamente passato da "fermone" ad una fusione di Rossi, Stoner, Schwantz e compagnia. Ha iniziato a concretizzare, ha massimizzato il pacchetto tecnico a disposizione, trovandosi bene (a tratti a meraviglia) sulla Ducati. Esploso nelle extra-europee di fine 2023 con magici weekend come Phillip Island e Lusail a referto, adesso è costante, concreto, veloce. Cambiando team, alternandosi tra una GP22 gestibile ad una GP23 più problematica da addomesticare. Passando da un pilota, a detta di molti, non meritevole della top class a pedina desiderata da top team.

VALUTAZIONI USA E GETTA

Finché sono spettatori definibili in "casualoni" a propendere per valutazioni usa-e-getta sui piloti, ci può anche stare. Che siano addetti ai lavori, di chi ha il potere di prendere decisioni importanti, fa storcere il naso. Il motociclista capitolino in meno di un anno è passato dal ritrovarsi, ancor prima dell'accordo con Marc Marquez, messo alla porta dal team Gresini, di questi tempi lo scorso anno trattando con Tony Arbolino e Jake Dixon. Adesso VR46, per quanto Fabio non sia un "suo" pilota (in termini di management e di prodotto della Academy), lo vuole blindare. Con Yamaha e Pramac molto interessate a contrattualizzarlo per i prossimi due anni. Da un estremo all'altro: dal valutare scenari di ritorni in Moto2 ed approdi al Mondiale Superbike, al giovare del gradimento di case costruttrici impegnate nella top class.

DIGGIA REALTA' DELLA MOTOGP

Per Di Giannantonio questa situazione rappresenta il massimo. Soddisfazione personale, potendo contestualmente zittire molti. Per assurdo, anche chi non l'avrebbe e non l'ha mai considerato come un pilota da potenziale vincente in MotoGP. Oggi, altresì, magari lo rimpiange o lo vorrebbe in squadra.

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