MotoGP: Bez, Jannick e Kimi, il calcio e noi

MotoGP
mercoledì, 09 settembre 2026 alle 15:58
MotoGP: Kimi Antonelli e Marco Bezzecchi
Il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini è una gara speciale, non come Monza per la F1, ma per chi e’ nato da queste parti lo è probabilmente di più. Oggi soffia il Garbino, il micidiale vento di Libeccio, ci sono 35 gradi e una tensione palpabile nell’aria.
Con Marco Bezzecchi ci conosciamo dai tempi del CIV, quando lui correva in Moto3 con la Mahindra Peugeot e io seguivo i talenti dell’RMU VR46 Riders Academy come addetto stampa. Il suo sorriso aperto non è cambiato, anche se oggi avvicinarlo per fare due chiacchiere è decisamente più difficile.

Nelle moto si conoscono tutti

Mi aiuta un amico che gestisce una spiaggia e il sabato e la domenica si trasforma in telemetrista nell’italiano e nel Supermoto. Nelle moto e’ così, ci si conosce tutti. Bez mi racconta di essersi messaggiato a lungo con Jannik Sinner: "Mi spiace che non sia andato a New York. Questa estate abbiamo imparato entrambi che il corpo, a volte, ti presenta il conto quando lo spingi al limite".
Kimi, Jannik e Bez sono oggi tre dei personaggi più amati dello sport italiano. E, in qualche modo, hanno finito per travalicare persino i big del calcio che è in crisi anche per mancanza di personaggi credibili. Tre ragazzi normalissimi, semplici, figli di persone normali che hanno saputo trasmettere loro la passione per gli sport che amavano. E soprattutto consapevoli della fortuna di poter vivere delle proprie passioni.

Il Bez in spiaggia a Viserba

Marco Bezzecchi è a Viserba in attesa del GP di domenica, dove proverà a vincere per continuare a inseguire il titolo mondiale. È secondo in classifica, a 31 punti dal compagno di squadra in Aprilia Racing, Jorge Martín. Dopo una prima parte di stagione straordinaria, con quattro vittorie e due secondi posti nelle prime sette gare, Bez è incappato in una serie di disgrazie. Dopo il Sachsenring è finito sotto i ferri a Sassuolo, dove il professor Porcellini ha ridotto una complessa frattura della clavicola sinistra, con conseguenti problemi alla spalla e al ginocchio. Adesso è tornato e davanti al suo pubblico vuole provarci.

Il nostro modo di essere

Il calcio è in crisi profonda. Kimi, Jannik e Bez hanno cambiato il volto dello sport italiano: cosa vi accomuna? "Probabilmente il nostro modo di essere: tre ragazzi normalissimi. Semplici. Che pensano al lavoro e sono disponibili a sacrificarsi. Tre ragazzi che inseguono le loro passioni e cercano di dare tutto. Ma che, famosi o no, rimangono normalissimi. E poi ci sono tanti altri atleti italiani che stanno andando bene. Penso a quelli dell’atletica leggera, oppure ai risultati fantastici delle ultime Olimpiadi invernali. Ho avuto la fortuna di conoscere Federica Brignone: è fantastica".
Ma in Formula 1 tifi Andrea Kimi Antonelli o la Ferrari?
"Come faccio, da italiano, a non tifare Ferrari? È la nostra storia, il nostro orgoglio. E poi ha due piloti che mi piacciono moltissimo. Però Kimi è un amico vero e gli voglio bene. Ci conosciamo da un bel po’ di tempo, attraverso i kart e Valentino Rossi. Nel corso degli anni questo rapporto è cresciuto. È simpaticissimo, molto umile, veramente un bravo ragazzo. Al Mugello, per la MotoGP, ho conosciuto anche sua mamma Veronica: che bella famiglia. Insomma, se vince il mondiale Andrea Kimi sono stracontento".
E domenica a Misano Adriatico torna a vincere il Bez?
"Speriamo. Ma la vittoria non deve essere un’ossessione. L’importante è dare tutto quello che hai dentro, sempre"
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