Il gigante della MotoGP si è risvegliato dopo oltre mille giorni di letargo. Per
Marc Marquez sono stati anni di sofferenza, ma il 2024 è stato l'anno della svolta. Non è stato facile dire addio al Team Repsol Honda, ma l'infortunio al braccio, le operazioni, la lunga riabilitazione, i problemi alla vista, le tante cadute hanno seminato dubbi sul suo futuro. Un pilota che dalla gloria è finito ko per poi risollevarsi con la Ducati Gresini. Difficile descriverlo fino in fondo, ma meglio di tutti lo conosce suo fratello Alex, che nell'ultima stagione ha condiviso con lui anche il box.
Il ritorno di Marc
Nonostante la superiorità mostrata dalla Ducati GP24, con una Desmosedici 2023
Marc Marquez è riuscito a conquistare il suo primo podio nella Sprint a Portimao. Da quel momento ha compreso che coraggio lo avrebbe premiato con i risultati, più di quanto lui stesso credesse. Ha ripetuto l'impresa ad Austin e il suo primo podio domenicale è arrivato nella gara successiva, a Jerez, davanti al suo pubblico A fine campionato MotoGP, Marc Marquez aveva ottenuto 16 podi (9 il sabato e 7 nelle gare della domenica), chiudendo al terzo posto
in classifica generale.
Marc Marquez secondo Alex
Una storia impressionante, di sicuro appiglio mediatico, aspettando di salire sulla Ducati ufficiale al fianco di Pecco Bagnaia. Sempre sorridente, anche nei momenti difficili, nessuno può descriverlo e raccontarlo meglio di Alex Marquez. "Un fratello protettivo... Un ragazzo che capisce i suoi amici, che ascolta e dà consigli. Da pilota lo definirei talento puro, istinto". Come compagno di squadra? "Esperto e leader". Un personaggio "sui generis" anche nei momenti di trionfo. "Lo definirei un campione anticonformista, perché ha sempre voluto di più, non si è mai accontentato. Quindi direi anticonformista".
Come persona in generale "direi che è un ragazzo molto normale, che preferisce stare a casa, non fare grandi progetti ma piuttosto rendere le cose più facili, non complicarsi la vita. Perché quando le cose si complicano, si stressa e dice no. E, soprattutto, è molto calmo, che è un po' l'ideale di vita di un pilota, devi essere molto calmo e avere una vita personale molto facile per non avere mal di testa dopo, quando sei in moto".
Marc Marquez è sicuramente un faro per Alex sulla griglia della MotoGP, ma non il suo idolo. "
Non è tanto il mio idolo, è più il mio riferimento, perché il mio idolo era Dani (Pedrosa)
fin da quando ero piccolo. E' un esempio da prendere come riferimento, vedi che ciò che ha ottenuto non è una coincidenza. Non è solo per il talento, ma dietro c'è un duro lavoro, quindi lo definirei un riferimento esemplare per fare le cose per bene".