Non si fermano i tentativi di bloccare l'arrivo della MotoGP ad Adelaide. Ora si passa al tribunale.
Il braccio di ferro tra Adelaide e la MotoGP adesso si sposta sul piano legale. Ora c'è una richiesta di ingiunzione presentata al tribunale federale australiano, che chiede di fermare i lavori sul tracciato cittadino che dovrebbe ospitare il Motomondiale da fine 2027, sostituendo ufficialmente Phillip Island. Da quel primo annuncio non sono mai mancate polemiche, in seguito la situazione s'è scaldata ancora di più con i cittadini scesi in piazza a protestare per gli alberi da abbattere per far posto alla pista (
ve ne abbiamo parlato qui), ora la palla passa al tribunale. Come finirà? Nel frattempo l'appuntamento in Australia compare anche sul nuovo calendario appena pubblicato,
QUI tutte le date ed i circuiti.
Il Governo difende la posizione e attende
Fonti locali, come abc.net o amcn.com, hanno riportato la notizia della richiesta presentata il 18 settembre da tale Joshua Hogan presso il registro del Queensland. Uomo del mistero, non legato a coloro che protestano da tempo, anzi nessuno sa chi sia. Ma trattandosi di un documento legale la questione ora si fa ancora più seria. Il vice-premier, Kyam Maher, nel frattempo difende la posizione di chi quella gara la vuole. "Il Governo del South Australia è a conoscenza della richiesta presentata alla Corte Federale per un'ingiunzione provvisoria urgente in relazione ai lavori associati alla MotoGP" si legge nella nota ufficiale. "L'Ufficio del Procuratore Generale sta attualmente esaminando la richiesta, comprese le misure richieste e le motivazioni su cui si basano. Il Governo intende difendere la propria posizione e risponderà attraverso le opportune procedure giudiziarie. Poiché il procedimento è ora pendente dinanzi al Tribunale, il Governo si asterrà dal commentare il merito della causa finché la richiesta non sarà esaminata."
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