Dopo due anni di restrizioni Covid le tribune della MotoGP hanno ripreso ad affollarsi. In alcuni week-end abbiamo viste spalti super affollati, in altri, come al Mugello, il pubblico è venuto meno rispetto alle grandi occasioni del passato. Il sei volte campione del mondo Superbike,
Jonathan Rea, ha provato ad analizzare la situazione, partendo da un presupposto: l'assenza di
Valentino Rossi.
La MotoGP senza Valentino Rossi
I pochi biglietti staccati per il GP d'Italia porta a pensare che l'assenza del Dottore abbia un ruolo primario sulle presenze al di sotto della media. A poco sarebbe servita la
premiazione per il ritiro del numero 46 alla presenza del nove volte iridato, sebbene abbia influito la contemporaneità del GP di Formula 1 a Monaco. "
Non lo direi in modo così drammatico", ha commentato
Jonathan Rea in un'intervista a 'Motorsport-Total.com', anche se ritiene che l'uscita di scena del campione di Tavullia abbia il suo peso. "
Valentino Rossi era un grande cavallo da tiro. Anche senza di lui, il colore giallo domina le tribune, lui è Mister MotoGP". Dopo il suo addio al Mondiale una nuova era è iniziata per il Motomondiale, inevitabile un pizzico di nostalgia per le leggende del passato con Hayden, Stoner, Pedrosa e Lorenzo. "
Ma non possiamo dire che la nuova generazione sia più lenta o abbia prestazioni peggiori".
Jonathan Rea promuove la nuova era
Adesso è l'epoca dei giovani talenti emergenti, che probabilmente
non hanno il carattere dei campioni di una volta, ma sanno essere davvero veloci. L'era di Quartararo, Bagnaia, Mir e dei tanti che si alternano sul podio in ogni week-end, come Bastianini e più di recente Bezzecchi. "
Ora in MotoGP sembra che tutto sia molto armonioso. Questo crea meno dramma rispetto al passato", ha aggiunto
Jonathan Rea. Al contrario del Mondiale Superbike, dove a contendersela sono i soliti tre, in classe regina è sempre più imprevedibile. "
È pazzesco. Non riesco a spiegarlo... In alcune gare Quartararo è davanti di dieci secondi, una gara dopo deve lottare duramente per essere sesto. Idem con KTM: vincono e poi all'improvviso sono in fondo alla classifica. È difficile da spiegare. Non lo capisco nemmeno io". Jonathan Rea conclude promuovendo a pieni voti la classe MotoGP: "
Da tifoso mi piace così".
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