Certe sfide in pista restano per sempre, lasciano ferite, a volte risentimenti per tutta la vita. Come ciò che è accaduto a Sete Gibernau, che ha detto addio alla MotoGP nel 2009. Il pilota catalano non è riuscito a vincere un titolo mondiale, andandoci però vicino nel 2002-2003. Nel suo almanacco dei ricordi ci sono sicuramente alcuni duelli con
Valentino Rossi che hanno lasciato il segno...
Jerez 2005
La rivalità con il Dottore ha sicuramente segnato la sua carriera, lasciando dei segni che non cancellerà per tutta la vita. Tant'è che spesso ne riparla durante le interviste, ma mai come fatto di recente nel podcast Gypsy Tale. Stavolta Gibernau ha riportato a galla quanto accaduto nel GP di Spagna del 2005 in maniera profonda e sincera. A dimostrazione di quanto sia ancora vivo il risentimento nei confronti dell'ex rivale
Valentino Rossi.
Sete l'ha sempre accusato di uno stile di guida troppo aggressivo, con i direttori di gara che hanno lasciato scorrere, fino a far diventare normalità certi contatti. A suo dire, il campione di Tavullia avrebbe evidentemente superato il limite a Jerez, nel 2005, quando Rossi ha mandato fuori pista lo spagnolo, all'epoca in sella alla Honda, assicurandosi la vittoria. "Mi ha colpito all'ultima curva. Sono finito fuori pista". Ma ciò che l'ha infastidito di più è stata la mancata sanzione per il pilota della Yamaha. "Non ha ricevuto alcuna punizione. È stato allora che ho iniziato a perdere fiducia in questo sport".
La reprimenda di Gibernau
La MotoGP è uno sport estremo per natura. Un contatto, una manovra estrema possono mettere a rischio la vita degli atleti. D'altronde la storia delle due ruote è ricca di incidenti mortali e lacrime... "Non è uno sport di contatto - ha proseguito Sete Gibernau -. È già abbastanza pericoloso senza poter colpire qualcuno e chiamarlo coraggio. Se fossi un genitore che guarda la gara in TV, non vorrei che mio figlio partecipasse a un campionato del genere".
Infine il duro affondo all'ex rivale Valentino Rossi... "È sempre stato così. Nel 2003, nel 2004, nel 2005, eravamo sempre io e Vale. E non riuscivo a capire come questo fosse considerato uno sport di contatto. Rossi non aveva bisogno di fare quello che ha fatto per vincere e nessuno gli ha detto niente... Perché accettarlo da uno come Valentino, una superstar? Penso che sia stato sbagliato. Non era obbligato a farlo. I ragazzini l'hanno visto e hanno detto: così si fa. E poi Marc, in questa epoca, lo fa a questo e a quell'altro. Così ti distruggono in gara".
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