Bagnaia, l’intesa con Ducati sull’approccio al problema vale più della rimonta

MotoGP
lunedì, 08 settembre 2025 alle 19:00
bagnaia
Dalla 21ª alla 7ª posizione, con la possibilità di entrare nella top 5. Pecco Bagnaia può guardare con soddisfazione alla sua rimonta al Montmelò, pur senza troppe illusioni. La strada per tornare ai suoi livelli è ancora in salita, ma la nebbia sembra iniziare a diradarsi. Così come sembra si stia sciogliendo il gelo tra il n. 63 e la Ducati, che rischiava di velare un binomio duraturo e vincente. “Con Ducati c’è un rapporto speciale, ho il massimo supporto”. Se n’è convinto Bagnaia, dopo dichiarazioni tra il detto e il non detto che lasciavano intuire delle crepe. Un segnale incoraggiante, perché se si vuole ricostruire lo si può fare solo partendo da una visione condivisa.

Tentativi e idee confuse: le colpe sono di entrambi

Prima del Montmelò le posizioni erano convergenti verso la meta, ma nebulose: da un lato la Ducati ammetteva di aver resettato la moto, avvicinandola alla GP24, per poi cercare soluzioni di compromesso; dall’altro il pilota continuava a lamentare generici problemi di feeling.
Dall’esterno, la sensazione è che finora si sia proceduto a tentativi. E in questo ognuno ha le sue colpe: Ducati per non aver ancora trovato soluzioni, Bagnaia per non essere in grado di spiegare il problema con precisione da tester. D’altronde, qualche settimana fa proprio il collaudatore Michele Pirro era stato chiaro nell’affermare che “la mancanza di feeling è qualcosa che gli ingegneri non possono capire”. La certezza è che persista il disaccordo sulle soluzioni tecniche: per Tardozzi – in contraddizione con quanto fatto finora – serve un dettaglio per tornare competitivi. Per Bagnaia è evidente che, dopo una stagione passata a provare tante cose senza che cambi nulla, non sia un particolare a limitarlo.

Bagnaia deve adattarsi

A Barcellona arriva poi il tuono del team manager Ducati: “Bagnaia ci aiuti ad aiutarlo”. Una presa di posizione netta: Ducati le ha provate tutte, ora tocca a Pecco.
Parole che avrebbero potuto allargare la crepa, ma che sono state invece da stimolo per una presa di coscienza del pilota: “Devo adattarmi a quello che ho”. Un primo passo nella direzione già intrapresa da altri suoi colleghi. Come già discusso, Bezzecchi e Bastianini hanno saputo adattarsi a moto di case diverse, ottenendo risultati. Perché un campione come Bagnaia non può adattarsi a una moto che, pur evolvendosi, è sua da anni?

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