Andrea Dovizioso parla del progetto Yamaha MotoGP, di cui è un perno importante assieme ad Augusto Fernandez. Com'è la situazione? Le sue parole all'EICMA 2025. Yamaha vuole tornare in alto e, oltre ad affidarsi ad un giovane pilota (Augusto Fernandez) come tester, ha puntato tutto pure su
Andrea Dovizioso, ex Tech3 nel periodo della collaborazione con la casa giapponese, oltre alla grande esperienza in generale in MotoGP. Bisogna sempre ricordare il suo ruolo importantissimo nella crescita di una Ducati in precedenza indomabile (eccezion fatta per Casey Stoner, iridato 2007 con la Rossa) e ora diventata moto di riferimento nell'attuale
MotoGP. Ci riuscirà anche col marchio di Iwata? In occasione dell'EICMA a Milano dello scorso weekend, Dovizioso è stato uno degli ospiti dello stand Yamaha Motor Europe e ha avuto così occasione di parlare anche in
diretta streaming del suo compito e dell'attualità. C'è ancora molta strada da fare, ma i progressi ci sono, come ha sottolineato il forlivese.
Un compito importante in Yamaha
"Sto dividendo i test con Augusto Fernandez. Lui è giovane, quindi fa le wild card!" Andrea Dovizioso esordisce con una battuta per spiegare una parte del suo importante compito per la fabbrica di Iwata, con l'occhio anche al futuro.
"Il prossimo anno sarà ancora più impegnativo, ci sarà tutto il lavoro per lo sviluppo per il regolamento 2027" ha sottolineato Dovizioso, ricordando la grande rivoluzione che vivrà la MotoGP. Yamaha spera di arrivarci con una competitività ben differente rispetto a quella attuale.
"Nessuno è contento a sufficienza perché si vuole sempre di più e si vuole vincere. Dev'essere questo l'approccio, piano piano ci stiamo avvicinando e adesso sta arrivando il nuovo progetto, non facile ma molto interessante e affascinante". Il riferimento è chiaramente al nuovo motore V4, che Fernandez riporterà in pista nei prossimi giorni a Valencia.
"Adesso capisco perché ci guardavano storto!"
"Mi hanno messo in mezzo tra i piloti e gli ingegneri nel box, per cercare di trovare la migliore comunicazione possibile. Ho una certa età, quindi una certa esperienza" ha continuato ridendo. "Ci sono persone davvero competenti, il progetto Yamaha è davvero interessante e con Max Bartolini si lavora veramente bene. Sta creando piano piano una struttura molto bella, solo ci vuole tempo e pazienza, cosa che nelle gare non ha nessuno!" Ma com'è il lavoro con gli ingegneri, quindi "dall'altra parte" rispetto alla sua ricca carriera? "Più che dall'altra parte sono in mezzo. Adesso guardo i piloti da un punto di vista diverso e capisco di più gli ingegneri quando ci guardavano storto!" ha scherzato Dovizioso, spiegando poi il motivo. "Riuscire a comunicare con gli ingegneri è complicatissimo, far capire al pilota di stare tranquillo e di dare feedback chiari... Gli ingegneri non parlano la stessa lingua dei piloti, ecco perché cercano aiuto da un ex pilota".
"Quando torna al box..."
Non manca un commento su Fabio Quartararo, indiscusso riferimento del progetto
Yamaha.
"Fabio è un talento esagerato, lo sanno tutti e lo vedono tutti. Ed è uno molto "focoso"! Quando torna dentro al box dopo un'uscita in pista... È tosto" ha ammesso.
"Ma la sua energia è positiva. Ha fatto delle pole spettacolari quest'anno, certo la moto è migliorata molto ma lui riusciva a metterci quel qualcosa in più". Non manca una battuta.
"Per me non è facile parlarci, c'è anche un campione del mondo MotoGP!" ha dichiarato Dovizioso.
"Ma siamo lì per aiutare tutti i piloti, sono loro che possono fare la differenza in pista". Il ricordo più bello con Yamaha?
"Nel 2012 arrivavo in un team satellite da team factory Honda. Si aspettavano tutti il declino della mia carriera, invece è stato un anno spettacolare" ricorda Dovizioso.
"Mi sono trovato subito bene con la moto e ho instaurato un ottimo rapporto con Yamaha. Tanto è bastato per ritrovarci anni dopo per lavorare insieme". L'obiettivo congiunto chiaramente è tornare in alto e non ci sono dubbi: l'impegno certo non manca.