Analisi MotoGP: Occhio a Marc Marquez, il decimo Mondiale è più che mai nel mirino

MotoGP
lunedì, 10 agosto 2026 alle 19:45
MotoGP: Marc Marquez è ancora il pilota da battere
Marc Marquez a Silverstone non ha brillato scivolando a 40 punti di distanza dal leader MotoGP Jorge Martin. La straordinaria dimostrazione di forza dell'Aprilia RS-GP, sia sulla corta che lunga distanza, però non ha modifica il quadro generale: il fuoriclasse catalano resta il principale candidato al Mondiale.
Sembra un'affermazione un pò forte dopo quanto si è visto nel week end. MM93 è andato in crisi d'aderenza nella sprint, acciuffando solo un punticino, ed è stato incolore anche nel GP, terminato in settima posizione, a nove secondi dallo scatenato Raul Fernandez eccezionale comandante dell'astronave di Noale. Il dato più negativo è aver perso il confronto pari marca sia con il fratellino Alex, da cui ha beccato cinque secondi, che da Fabio Giannantonio. Marquez senior era andato in vacanza da Re indiscusso del Sachsenring, il giardino di casa, ma sul particolare tracciato britannico ha racimolato appena dieci punti.

La calma dei forti

I GP vanno letti anche fra le righe. Marc a dispetto di risultati è in perfetto controllo della situazione e ce lo testimoniano le dichiarazioni che ha rilasciato. Sabato, dopo la crisi d'aderenza, ha detto: "Meglio perdere qualche punto, che non cambia niente, che volare via: picchiare forte si che può cambiare tutto." E' lapalissiano, ma in bocca ad un pilota che ha sempre guardato il rischio dritto negli occhi, è un concetto sorprendente. In questo campionato a basso punteggio, con più Costruttori e piloti che possono vincere, non fare errori sarà la chiave. Lo sa benissimo lo stesso Marc, che cadendo nella Sprint Le Mans ha visto andare in fumo due dei dodici GP già in archivio. Senza quell'errore, considerando che ogni tappa ne assegna 37, sarebbe presumibilmente al comando. Massima calma anche dopo questo incolore GP: "Non è colpa della moto o delle gomme, non sono andato io." Marquez se la sarebbe potuta vendere come voleva, invece ha scelto di parlare da capitano. Segno che reputa Silverstone una semplice tappa di passaggio, non certo lo snodo del campionato.

Tre occasioni di riscossa 

La MotoGP riprenderà fra tre settimane ad Aragon, dove il campione carica ha ovviamente la doppietta nel mirino. Lì sarà probabilmente l'Aprilia a dover rincorrere. Al netto delle traversie fisiche di questi ultimi anni, al Motorland vanta otto vittorie più due Sprint: lasciate ogni speranza voi che entrate? Molto probabile. Poi arriverà Misano, dove Marc Marquez nel 2024 ha vinto con la Ducati dell'anno precedente gestita da Gresini, dimostrando a tutti che anche con un braccio e mezzo, era ancora il migliore. La terza occasione di rimonta è il successivo Red Bull Ring, in Austria, altro tradizionale terreno di caccia Ducati. In queste tre tappe Marquez può verosimilmente recuperare gli attuali 40 punti di svantaggio su Jorge Martin e lanciarsi verso la volata finale: a quel punto mancheranno sette GP alla fine. La storia di questo Mondiale è tutta da scrivere.

Il vantaggio strategico 

Con il primo trionfo di Raul Fernandez l'Aprilia quest'anno ha portato sul gradino più alto tutti e quattro i propri piloti. E' una dimostrazione ulteriore della strepitosa crescita tecnica, ma può essere anche un boomerang. Fernandez è a soli 56 punti da Martin e in mezzo, più in corsa che mai, ci sono anche Marco Bezzecchi e Ai Ogura. Noale ha quattro piloti vincenti, ma ora tutti puntano al titolo Mondiale. Di questi, Martin e Ogura avranno anche meno remore, perché a novembre saluteranno pr andare in Yamaha. Il gioco di squadra nelle moto è un concetto sempre molto teorico, quasi mai funziona, ma qui parliamo di una situazione diversa, che potrebbe accendere un'incandescente rivalità interna. Marc Marquez non ha di questi problemi. Pecco Bagnaia ormai è evaporato, difficile che torni ad essere il pericolo in casa. Fabio Di Giannantonio può creare qualche fastidio, ma MM93 che sente odore di decimo Mondiale non può avere timore del romano. Poi c'è Alex Marquez, che se e quando contasse, sicuramente non metterà i bastoni fra le ruote al fratellone Marc.
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