Alberto Puig l'intoccabile: risposta secca a chi vorrebbe le sue dimissioni

MotoGP
lunedì, 15 dicembre 2025 alle 9:20
Team Honda MotoGP
Team Honda MotoGP
Da quando Marc Marquez è finito nella ghiaia di Jerez nel luglio 2020, Honda e Alberto Puig hanno ha vissuto un periodo turbolento. Dopo tante stagioni al vertice della MotoGP, la Casa giapponese arranca sul fondo della classifica. Nel 2025 si è intravisto qualche raggio di sole, ma senza una RC-V prestante Marini, Mir e Zarco non hanno potuto fare grandi miracoli.

La lenta risalita della Honda

Negli ultimi cinque anni HRC ha dovuto affrontare tante turbolenze. L'infortunio e l'addio di Marc Marquez, problemi contrattuali, calo della competitività, cambio del main sponsor, modifiche all'organigramma tecnico. Alberto Puig non è mai stato messo in discussione, cercando di affrontare le avversità nel migliore dei modi. Vedi l'assunzione di un ingegnere chiave come Romano Albesiano e di un collaudatore esperto come Aleix Espargaro. Hanno persino provato a ingaggiare anzitempo Jorge Martin, ma Aprilia ha posto il veto...
La stagione MotoGP 2024 ha messo a dura prova la pazienza e la fiducia di tutti in Honda. Joan Mir e Luca Marini hanno concluso il campionato al 21° e 22° posto. Il marchio dell'Ala dorata si è ritrovato ancora una volta ultimo nella classifica costruttori. Nel 2025 abbiamo assistito ad una reazione positiva, con Zarco trionfante sul bagnato di Le Mans e sul podio a Silverstone. Oltre alla promozione alla Categoria Concessioni C grazie al settimo posto di Marini nell'ultima gara a Valencia.

Puig non si tocca

Il cambio di rotta è servito anche ad assicurarsi la firma dell'astro nascente Diogo Moreira, campione del mondo di Moto2, con un contratto pluriennale. Ma finché la Honda non riuscirà ad aggiungere altri trofei alla sua bacheca, Alberto Puig rimarrà sotto pressione. Negli ultimi anni tutti i team hanno visto modifiche nei ruoli manageriali, tranne lui, che conserva la fiducia HRC dal 2006. "Da quando sono qui, ho cercato di perseguire questo obiettivo: vincere. Qualsiasi cosa accada intorno a noi è al di fuori del mio controllo - racconta a Speedweek.com -. Nella mia posizione, cerco semplicemente di ottenere il meglio da tutto: i migliori piloti, le persone migliori. Ci sono molte cose fuori dal mio controllo, e se qualcun altro fa qualcosa meglio di noi, allora siamo svantaggiati".

L'ostinazione del team manager

D'altro canto Puig non si è mai arreso, né ha scelto di dimettersi per togliersi dai guai. "Honda è sempre stata speciale per me. Non so se sia il nome, il logo o altro". L'opinione pubblica ha però messo in dubbio il suo operato, quasi le vittorie iridate fossero solo merito dell'ex Marc Marquez. Alberto resta coriaceo e inamovibile. "Non ho mai messo in discussione la mia motivazione, la mia volontà, il mio amore per lo sport e per la Honda, né le mie capacità. È un po' come nel calcio: se la squadra non fa progressi, la prima persona che tutti vogliono sostituire è l'allenatore. Ma in questo caso, dopo molti anni ci si abitua. Non è piacevole, ma non mi ha cambiato la vita".
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