Con la prima prova degli Internazionali d’Italia MX EICMA Series 2026, ad Alghero, si è aperta ufficialmente la stagione del motocross internazionale. Ducati si è rivelata subito competitiva e ciò fa ben sperare per tutto il 2026.
Oltre 120 piloti al via, fondo sabbioso in continua evoluzione, meteo instabile e solchi profondi hanno trasformato la gara in un vero test di affidabilità e sviluppo. Un contesto ideale per capire quanto un progetto sia realmente pronto. Ed è proprio qui che la Desmo450 MX ha dimostrato di essere già competitiva.
Il terzo posto finale di Ferruccio Zanchi in MX2, al debutto ufficiale con il Team Ducati Beddini Racing, va letto oltre il semplice numero. Portare una moto completamente nuova sul podio alla prima uscita stagionale e su una pista come Alghero significa aver centrato l’obiettivo principale: validare il progetto in gara.
La Ducati non ha cercato l’exploit, ma ha lavorato sulla solidità. Niente errori, buon passo, gestione della gara e soprattutto una moto che ha retto senza cedimenti uno dei tracciati più stressanti dell’inverno europeo. In un panorama dominato da KTM da anni, il risultato di Zanchi assume un valore simbolico importante.
Alghero è una pista che non perdona: sabbia profonda, continue variazioni del grip e carichi elevatissimi su telaio, sospensioni e motore. La Desmo450 MX ha mostrato una base tecnica già matura, con un comportamento equilibrato e una trazione efficace anche quando il tracciato si è scavato profondamente.
Non è un dettaglio da poco: storicamente, il debutto di nuovi costruttori nel motocross passa da stagioni di apprendistato. Ducati, invece, ha scelto un ingresso graduale ma già competitivo, confermando la filosofia vista anche nei test pre-stagionali.
Fondamentale anche il lavoro di
Ferruccio Zanchi, chiamato non solo a ottenere risultati ma a svolgere un ruolo chiave nello sviluppo. Il pilota italiano ha interpretato la gara con intelligenza, senza forzare oltre misura, ma restando sempre in zona podio.
Il Team Beddini Racing ha svolto un lavoro preciso e metodico, concentrandosi sull’adattamento alle condizioni della pista più che sulla ricerca del giro veloce. Un approccio che riflette chiaramente la strategia Ducati: costruire basi solide per il Mondiale.
“È stato un buon primo weekend di stagione - ha detto Ferruccio Zanchi - In qualifica ho faticato un po’ per le condizioni particolari della pista, ma in gara uno la moto ha risposto bene e ho potuto tenere un buon ritmo senza commettere troppi errori. Gara due è stata più complicata per un problema alla maschera, ma sono comunque riuscito a rimontare e chiudere sesto. È un inizio positivo con il team, la strada è lunga ma parte bene.”
Il dominio KTM in MX2 resta evidente, ma la presenza della Ducati sul podio al primo vero confronto diretto manda un messaggio chiaro al paddock: Borgo Panigale non è entrata nel motocross per fare esperienza, ma per diventare un riferimento nel medio periodo.
Gli Internazionali d’Italia non assegnano titoli, ma indirizzano le stagioni. E da Alghero emerge una certezza: la Ducati MX è già una realtà credibile, non un progetto sperimentale.
La prossima e ultima prova degli Internazionali, in programma l’8 febbraio a Mantova, offrirà un terreno completamente diverso, più duro e tecnico. Un altro banco di prova fondamentale per capire il potenziale di crescita della Desmo450 MX e il margine di sviluppo prima dell’inizio del Mondiale.
Se Alghero era il test più severo possibile per un debutto, la Ducati lo ha superato. Ora resta da capire quanto rapidamente potrà avvicinarsi ai riferimenti della categoria.
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