Superbike, Tom Sykes

Superbike Phillip Island Test, sessione 1: BMW li mette tutti dietro!

Tom Sykes con la S1000RR svetta nella sessione d'apertura dei test Superbike a Phillip Island. Alvaro Bautista con la Honda ancora indietro: undicesimo a 1"7

24 febbraio 2020 - 3:02

Si è parlato poco della BMW questo inverno, e guardate cosa combina Tom Sykes: miglior tempo nella prima sessione dei collaudi di Phillip Island, sullo stesso tracciato che sabato 29 febbraio ospiterà il via del Mondiale Superbike 2020. Il Boscaiolo è stato l’unico a scendere sotto la barriera di 1’31”, con un interessantissimo 1’30″938. Okay, sono tempi da prendere con le molle, a maggior ragione questi: la sessione infatti è stata fermata con 35 minuti d’anticipo, per olio in pista. Ma l’urlo della BMW ha fatto parecchio rumore, fra i prati del Victoria…

YAMAHA INSEGUE

La BMW ha portato in Australia parecchie evoluzioni, a cominciare dal motore che ha dieci cavalli in più rispetto all’unità impiegata nella seconda parte dello scorso Mondiale. La S1000RR, a colpo d’occhio, sembra una moto molto più “racing” rispetto al recente passato. Con l’altra quattro cilindri tedesca però Eugene Laverty ha preso due secondi: misteri dei test. Dietro Tom Sykes rincorrono le due Yamaha di Michael van der Mark e Toprak Razgatlioglu, davanti ad un Jonathan Rea rimasto molto a lungo fermo al box e autore di appena diciotto giri. I tecnici Kawasaki stanno lavorando molto sulle geometrie.  Scott Redding, sesto con la migliore Ducati, è preceduto anche da Loris Baz, con la Yamaha Ten Kate. Per avere un quadro più indicativo sarà meglio aspettare (almeno…) la seconda sessione di questo pomeriggio.

BAUTISTA, CON LA HONDA E’ PIU’ DURA

Alvaro Bautista ha chiuso la mattinata con l’undicesimo tempo, a 1″7 da Tom Sykes. Un anno fa, con la Ducati Panigale V4 R, lo spagnolo aveva chiuso questa stessa sessione con il fantasmagorico limite di 1’30″743. Con la Fireblade si è fermato a 1’32″669, pur realizzando la velocità massima più alta: 318 km/h. Leon Haslam, con la Honda gemella, è stato mezzo secondo più veloce. Al momento è il britannico ad indicare la strada in un box HRC che pullula di ingegneri giapponesi, almeno una dozzina!

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