Superbike, Michael Rinaldi

Superbike, Michael Rinaldi è in missione verso il podio

Michael Rinaldi è in grande ascesa e sempre più vicino ai top rider. Con la Ducati 2019, senza test e la privatissima Go Eleven si può volare

30 agosto 2020 - 8:58

In una Superbike che pullula di moto ufficiali, arrivare quarto guidando la Ducati gestita dalla squadra più privata del paddock significa semplicemente andare fortissimo. Michael Rinaldi, 24enne riminese, è il pilota del momento.  In gara 1 al Motorland Aragon è stato splendido: non solo è arrivato ai piedi del podio, ma ha limitato in appena sette secondi il divario da Scott Redding. Nello scorcio iniziale di questa strana stagione ha svoltato magicamente il destino suo e quello di Go Eleven, team privato con il cuore il Piemonte e base tecnica a Cesena. Michael infatti veniva da una bruttissima stagione con la Ducati Barni, che aveva l’aria di essere un il canto del cigno per una promessa che dopo aver vinto la Superstock non era sbocciata. Nello stesso 2019 Go Eleven è passato da una traversia all’altra, fra incidenti tecnici e gli infortuni di Eugene Laverty. Adesso, magicamente, pilota e squadra se la stanno godendo. Forse è solo l’inizio di una storia ancora più bella.

“Mi manca qualcosa qua e là”

Per un quarto posto dietro Redding, Davies e Rea un pilota normale avrebbe dovuto sprizzare gioia di ogni poro. Michael Rinaldi invece, dopo gara 1, ha preferito parlare di quello che ancora gli manca. Pensieri di un ragazzo che punta in alto. Pensieri da campione. “Mi mancano un paio di decimi al giro, li perdo qua e là: può essere che mi manca ancora esperienza, oppure che guido una Ducati Panigale 2019, e non l’ultima versione che hanno gli ufficiali. Oppure che qui non abbiamo fatto i test, mentre gli altri ci hanno macinato centinaia di chilometri poche settimane fa. Ma siamo un piccolo team privato, tutto questo è nell’ordine delle cose. Non posso pretendere di avere tutto quello che hanno Scott Redding e Chaz Davies.” 

“Chaz è fuori portata”

Fossi partito più avanti forse mi sarei potuto giocare il podio, ma sarebbe stata comunque durissima” ammette Michael Rinaldi. “Toprak Razgtalioglu mi ha fatto perdere un sacco di tempo, è uno molto difficile da passare. Michael van der Mark invece è stato un bersaglio facile. Avrei voluto seguire Chaz Davies, ma era impossibile. Lui qui ha un ritmo altissimo, se non fosse partito in terza fila avrebbe vinto a mani basse.” Oggi ci sono altre due gare. Testa dentro al cupolino, e gas aperto. Michael Rinaldi non è mai salito sul podio, prima o poi ce la farà.

Foto: Go Eleven/Luca Gorini

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