Superbike, Jonathan Rea

Superbike, Jonathan Rea scoperto il problema “A Portimao stesse scelte”

La Kawasaki ha indagato l'anomalia che ha mandato a picco il campione del Mondo in gara 2 a Jerez. "A Portimao faremo le stesse scelte tecniche"

4 agosto 2020 - 9:37

La Superbike da Jerez si è spostata nella vicina Portimao, il giardino di casa di Jonathan Rea. Qui il Cannibale ha trionfato nove volte, una anche con la vecchia Honda Fireblade (2014): da quella volta il gigante giapponese non ha più vinto gare asciutte. Da quando è in Kawasaki, il 33enne nordirlandese alla peggio ha fatto secondo, proprio nell’ultima gara disputata, settembre scorso, battuto dalla Ducati di Alvaro Bautista al quale aveva già strappato di mano il Mondiale. Il saliscendi dell’Algarve dunque è il terreno ideale per provare a recuperare terreno su Scott Redding, avanti di 24 punti.

La gomma è stata il problema?

Intanto in Kawasaki hanno indagato il motivo del mezzo disastro di gara 2 a Jerez, con Jonathan Rea relegato in sesta posizione, peggior risultato da quando corre con la Ninja, escluse ovviamente le (rarissime) scivolate. “Ho capito subito, al primo giro, che la moto scivolava in maniera anomala, non avevo grip” ha spiegato il campione del Mondo nel dopo gara. Infilato senza pietà da Scott Redding, nei venti giri di calvario Jonathan Rea aveva dovuto dare strada anche a Chaz Davies,  Toprak Razgatliogu, Michael Rinaldi e perfino al compagno di squadra Alex Lowes, che a Jerez non si è praticamente visto. La Kawasaki #1 anche in gara 2 aveva montato la posteriore evoluzione X1351 (siglata come C nell’allocazione Pirelli), cioè una soluzione più estrema rispetto alla SC0 standard (sigla B) preferita dai ducatisti. “Non cambieremo soluzioni, va tutto benissimo” ha affermato sibillinamente Jonathan Rea.

“Sembra una pista da motocross”

Potrebbe significare che il problema sia stata una singola copertura che non si è comportata come doveva. Su questo delicato  argomento pilota e squadra non hanno fornito ulteriori dettagli. “Portimao ha diversi punti che fanno risaltare le doti della Kawasaki, e a me piace perchè è molto ondulata, assomiglia ad una pista di motocross.” Ricordiamo che Jonathan Rea, come racconta lui stesso nella sua biografia,  è stato campione irlandese Junior di MX, all’età di 14 anni, prima di passare alla velocità. “Dovremo adattarci al caldo, anche se le temperature sono attese meno estreme rispetto a Jerez.

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