MotoGP, la Yamaha M1 di Maverick Vinales

MotoGP, Yamaha: il difetto ai motori nelle mani della MSMA

Yamaha ha rintracciato il problema ai motori, ma come da regolamento MotoGP dovrà chiedere il permesso alla MSMA per la sostituzione della componente.

4 agosto 2020 - 9:13

Yamaha al comando della classifica piloti e costruttori MotoGP, con Marc Marquez ormai offside dopo il secondo intervento al braccio. Un gol a porta vuota per il team di Iwata che vedrebbe Fabio Quartararo e Maverick Vinales in lotta quasi solitaria contendersi il titolo mondiale. Ma persiste il problema motori e non sarà di facile soluzione. I tecnici ai box hanno dovuto archiviare già tre motori, probabilmente per una componente difettosa.

Il regolamento impone il congelamento dei propulsori e, in questa stagione MotoGP concentrata in 14 GP, i motori a disposizione sono 5 e non 7 come solitamente avviene. Basti notare che Vinales ha già montato tutti e cinque i motori e uno di questi è ormai fuori gioco. Lin Jarvis ha chiarito che i difetti riscontrati in gara-1 da Valentino Rossi e in gara-2 da Franco Morbidelli non possono farsi risalire né al potenziamento dei giri motori, né al calore. Probabile che la parte difettosa venga prodotta da un’azienda esterna alla Yamaha. Una volta rintracciata bisognerà rifabbricarla e chiedere il permesso di sostituirla agli altri costruttori MotoGP.

Una procedura non certo facile. I motori resteranno congelati per il 2021-2022 come richiesto dal regolamento “d’emergenza” anti Covid, al fine di ridurre le spese di gestione. Il sigillo può essere rimosso dal tecnico IRTA Jordi Perez solo se la moto non ha mai lasciato la corsia dei box con questo motore. Differente il caso della Yamaha: può chiedere il permesso all’associazione dei costruttori MSMA (Motorcycle Sport Manufacturers Association), che prima dovrà interpellare gli altri team MotoGP. La sostituzione è di solito consentita solo per questioni di sicurezza, come ad esempio la perdita di olio in pista. E a patto che non contribuisca ad un aumento delle prestazioni. Un rebus che non sarà facile da sciogliere per la casa giapponese.

1 commento

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17:51, 4 agosto 2020

Trovo strano che una marca giapponese come Yamaha abbia un controllo qualità così carente da compromettere l’affidabilità dei propri propulsori di punta.
Contingentamento dei motori a parte, mi sembra che in questa azienda ultimamente, riescano sempre a complicarsi la vita da soli un po’ come alla Ferrari…

Secondo Voi la Honda acconsentirà alla modifica ora che il suo pilota di punta è fuori dalla corsa al mondiale? Io ne dubito fortemente….

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