Superbike, Michael Rinaldi

Superbike, Jonathan Rea benedice Michael Rinaldi “Merita una moto ufficiale”

Jonathan Rea riconosce il valore di Michael Rinaldi. "Il sabato ha fatto qualcosa di magico, era imbattibile. Il giorno dopo ho dovuto fare diciotto giri indiavolati per piegarlo"

9 settembre 2020 - 15:34

Jonathan Rea non parla spesso degli avversari Superbike. Quando ne ha bisogno, si limita a mandare messaggi con l’intento aumentare la pressione. Destabilizzare è l’arte dei campioni. Rarissime volte li ha citati per nome. Ma in coda allo scorso week end il desposta assoluto del Mondiale ha fatto un’eccezione, parlando diffusamente del pilota del momento: Michael Rinaldi. Se non proprio un’investitura, sicuramente parole dolci per un ragazzo di 24 anni che si sta meritando a suon di risultati un posto d’eccellenza fra i top rider della Superbike.

“Ha preso slancio osservando Redding e Davies”

“La Ducati è una moto molto competitiva, abbiamo fatto cinque round e ogni volta ce ne sono  due-tre nelle prime cinque posizioni di ogni gara” mette le mani avanti Jonathan Rea. “Inoltre su quella moto ci sono piloti esperti come Redding e Davies: i dati a cui attingere non gli mancano e ho l’impressione che Michael sia molto sveglio a carpire le informazioni che gli servono. Corre con un piccolo team e battere le moto ufficiali della stessa marca è un grandissimo risultato per lui. Ha già una discreta esperienza, è il terzo anno che corre il Mondiale. Ricordo che Toprak Razgtlioglu è arrivato in top class e ha vinto al primo colpo. Michael ci ha messo più tempo, ma se riuscirà a stare davanti con costanza per il Mondiale sarà un bene. E’ un protagonista che si aggiunge”.

“Ha trovato una soluzione magica”

Non posso sapere che tipo di materiale abbia, ma in genere per stare davanti alle moto ufficiali serve inventarsi qualcosa di speciale” sottolinea il Cannibale. “In gara 1, sabato scorso, era semplicemente imprendibile. Vederlo scappare via, senza che potessi fare niente per rispondere, non è stato piacevole per me. Però mi ha dato molta motivazione, il giorno dopo sono sceso in pista deciso a batterlo. Non avevo un piano preciso, nè una stretagia. Mi sono messo la tuta pensando che il piano stavolta sarebbe stato fare diciotto giri indiavolati. Ha funzionato.”

“Merita una moto ufficiale” 

“Comunque Michael Rinaldi è andato molto forte anche la domenica. Non è stato così facile convincerlo che stavolta avrei vinto io. Per la gara che ha fatto, direi che merita tutte le attenzioni del caso. Sono convinto che la Ducati gli darà il massimo appoggio.

Foto: GoEleven/Luca Gorini

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