Jonathan Rea

Superbike: “Kawasaki vuole tenersi Jonathan Rea, lui vuole restare”

Più che al rinnovo con il Cannibale, la Kawasaki pensa agli effetti della eventuale cancellazione del Mondiale. "Sarebbe un disastro bello grosso per tutti quanti"

7 aprile 2020 - 14:39

Se il mondo non fosse stato improvvisamente fermato da un virus, Jonathan Rea in questo soleggiato inizio aprile non avrebbe avuto altro in testa che la prossima sfida di Assen. Invece è chiuso in casa, in Irlanda del Nord, insieme a Tatia e ai due figli, Jack e Tayler. Non sappiamo ancora cosa ne sarà di questa stagione, per cui il mercato piloti 2021 che si era già infiammato a Phillip Island, ovviamente langue. In un momento tanto incerto il futuro è inesplicabile. Ma, al tempo stesso, più passa il tempo senza gare, tanto più aumenta la possibilità che JR1 decida di restare fedele alla marca con cui ha vinto gli ultimi cinque Mondiali in Superbike. “Di sicuro c’è che andrò avanti almeno altri due-tre anni, mi fermassi adesso non sarei proprio cosa fare nella vita” scherza Jonathan Rea. “Dopo il terzo titolo, a trent’anni, ero convinto che poteva bastare così. Ma sono al top della condizione, vado sempre più forte e ho tanti traguardi ancora da tagliare.” 

“NOI E LUI, VOGLIAMO CONTINUARE TUTTI INSIEME”

Già in Australia i dirigenti di Kawasaki Racing Team parlavano del rinnovo (un biennale 2021-22) come fosse poco più di una formalità, mentre il manager del pilota, l’americano Chuck Aksland, faceva sapere che la garanzia di disporre di un nuovo modello “MotoGP replica” ispirato a Ducati e Honda sarebbe stata condizione prioritaria. In un clima di tale incertezza planetaria e con le vendite primavera-estate 2020 andate in fumo, risulta difficile ipotizzare che Kawasaki possa lanciare a breve una  ipersportiva stradale. In Kawasaki però il clima positivo riguardo al rinnovo non è cambiato. “La trattativa è gestita in prima persona da Kawasaki Heavy Industries e con quanto è successo in queste ultime settimane non è stata certo la priorità” spiega Biel Roda, uno dei soci di Provec Racing, la struttura spagnola che da dodici anni gestisce le Kawasaki ufficiali nel WorldSBK. “Ma noi vogliamo andare avanti con lui, lui vuole andare avanti con noi. Va tutto bene.”

“SE IL MONDIALE 2020 NON SI CORRESSE…”

Non riprendere il Mondiale comporterebbe un danno gigantesco per tutti: team, piloti, meccanici, promoter, circuiti” è l’opinione di Roda, nella foto d’apertura insieme a Jonathan Rea. “Non riesco neanche ad avere un’idea di quello che potrebbe accadere. Sicuramente dovremmo metterci ad un tavolo e ridiscutere tutto coi nostri partner, per trovare una soluzione. In questo momento preferisco pensare che i gestori del Mondiale troveranno una soluzione per ripartire in estate. Quindi la mia attuale preoccupazione è spiegare a mia moglie e alle mie figlie che potrei essere parecchio fuori casa da fine estate a fine novembre…”

“GLI INGAGGI DEI PILOTI? SONO IL MENO…”

Se la stagione 2020 finisse nel cestino, Jonathan Rea ed Alex Lowes perderebbero i loro ingaggi? Il campione del Mondo, fra salario e premi, viaggia sui due milioni €. “In questo momento lo scenario è che si possa ripartire da estate, e correre più o meno tutti i round previsti. In questo caso ovviamente non ci sarebbe alcun taglio agli ingaggi. Nel caso il Mondiale venisse cancellato ci sarà da parlare a lungo con Kawasaki, gli organizzatori, le banche… Perchè, ovviamente, una condizione di questo genere non è prevista nei nostri attuali accordi, quindi dovremmo ridiscutere tante cose. Comunque Rea e Lowes hanno il contratto con Kawasaki direttamente, non con il team. Ma tengo a ribadire che i piloti non sono certo i soggetti più vulnerabili. Io penso piuttosto a come una situazione del genere impatterebbe sulle persone che hanno accordi di lavoro con compensi più “normali”.

2 commenti

Davide#3
15:18, 7 aprile 2020

Sono convinto che Rea stia bene con Kawasaki e viceversa ma Jonny ha fatto un vero miracolo l’anno scorso, considerando il grande divario di prestazioni con la Ducati, quest’anno la moto è ulteriormente migliorata ma ormai è un progetto che risale al 2011 mentre il motore è una ennesima evoluzione addirittura di quello del 2004! Adesso ci sono la Honda con un modello di derivazione MotoGP e la Yamaha che si è rafforzata con piloti di gran talento e una moto ulteriormente migliorata, ormai la ninja fatica a stare al passo con i tempi e bisogna riprogettarla da zero… e Rea lo sa, ecco perché credo fermamente che se ne andrà se la Kawasaki non darà garanzie tecniche che solo una moto completamente rifatta con i canoni della migliore concorrenza potrà dare. In una sua intervista Jonny ha espresso il desiderio di restare in Kawasaki anche dopo aver appeso il casco… spero sia reciproco!

    marcogurrier_911
    20:13, 7 aprile 2020

    Buonasera Davide innanzitutto speriamo che i piloti coi ricchi ingaggi di cuingodono possano dare una mano a tutti quanti….per tenere in piedi la baracca.
    Johnny e Kawa assieme sempre , ci spero, anche se pensò che lui voglia altri stimoli…sinpercepisce da quanto dichiara (ogni tanto)

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