Niente di nuovo sotto i cieli nuvolosi della Superbike in Gran Bretagna: Toprak Razgatlioglu e la BMW si sono alzati benissimo, dominando il warm up speso per verificare il funzionamento della gomma SCQ (da qualifica) che probabilmente sarà la scelta per la Superpole Race che scatta alle 12 italiane. La distanza da percorrere: 10 giri del saliscendi di Donington. Nel riscaldamento il turco ha dato l'ormai abituale mezzo secondo di distacco ad Alex Lowes con la Kawasaki "super concessioni". Alvaro Bautista è quarto, in mezzo ai tre piloti del podio di sabato si è infilato Andrea Locatelli, avamposto Yamaha. Non sembra di scorgere grandi novità: Toprak voleva la seconda tripletta di fila e pare averla già in tasca.
BMW perfetta gestione di gomme
Nel breve tempo concesso dal warm up Toprak ha compiuto sette giri: il migliore (secondo giro) in 1'25"582, l'ultimo in 1'26"045, cioè più forte di quanto non sia riuscito a fare nell'intera sessione il pilota che lo incalza (Alex Lowes), 1'26"168. E' da inizio anno che la BMW ha decisamente svoltato nel delicatissimo aspetto della gestione gomme. Dal ritorno ufficiale datato 2019 e fino allo scorso anno, i tedeschi hanno sempre avuto a disposizione una cavalleria impressionate. Ma, come dice il noto slogan, la potenza è nulla senza controllo. Su alcune piste, tipo Donington e Most, dove il Mondiale approda nel prossimo week end, la situazione più o meno sotto controllo. Ma su altri tipi di layout quasi sempre i piloti BMW andavano in crisi d'aderenza dopo pochi giri. Con Toprak non succede più, anzi il turco fa sempre più la differenza man mano che cresce l'abilità dei tecnici nell'adattamento agli pneumatici Pirelli.
Perfetta adattabilità alle scelte
A Misano, con asfalto intorno ai 50 °C, Toprak è stato l'unico ad utilizzare la gomma anteriore SC2, la più dura, mentre le Ducati e tutti gli altri sono andati sulla SC1. Per il semplice motivo che con la dura non sarebbero stat sufficientemente veloci. Per trovare il bandolo della matassa, la marca italiana dopo Misano ha organizzato un test last minute sullo stesso tracciato con l'obiettivo di adeguare l'assetto in modo da poter seguire la strada tracciata da BMW. A Donington però non è cambiato niente, anzi il dominio di Toprak è ancora più incontrastato.
Non c'è solo il fenomeno
Razgatlioglu con questo pacchetto sta facendo una differenza abissale, ma non è solo il pilota. BMW ha cambiato le carte in tavola giocando su piani diversi. Intanto rinnovando completamente il vertice del reparto corse, dall'estate scorsa affidato a Chris Gonschor, un ingegnere che aveva fatto parte dello staff dell'assalto al Mondiale fallito di poco con Marco Melandri nel 2012. L'ex leader, l'olandese Marc Bongers, sulla carta è stato promosso, ma di fatto oggi è relegato ad un ruolo manageriale, non più tecnico. La svolta è stata evidente. Il secondo asso nella manica è Phil Marron, capo tecnico che segue Toprak fin dal debutto in Superbike (2018) con la Kawasaki Puccetti. L'abilità del britannico potrebbe essere l'elemento che spiega perchè nessun altro pilota BMW, al momento, ha ottenuto risultati neanche lontanamente paragonabili. E poi ci sono le super concessioni, che hanno permesso a BMW di modificare l'intera ciclistica, quote del telaio incluse. Utilizzando parti non omologate sulla versione stradale, la M1000RR è stata cucita perfettamente "addosso" alle gomme Pirelli.