Superbike, Bulega e Razgatlıoğlu: il paradosso dei due pesi e due misure

Superbike
domenica, 11 maggio 2025 alle 19:20
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Nicolò Bulega si sta affermando come una delle eccellenze del motorsport italiano. Attuale leader del campionato mondiale Superbike e vice campione del mondo in carica, eppure non sembra ancora godere della considerazione che i suoi risultati imporrebbero. Un persistente tentativo di sminuirne le vittorie insiste sulla presunta superiorità della Ducati che guida, alimentato da uno scetticismo che appare ingiustificato, alla luce della storia recente della Superbike.

Perché il "fattore moto" non vale per tutti?

È un tema ricorrente nel motorsport, e non solo in Superbike, che le vittorie di un pilota siano ricondotte alla superiorità del mezzo meccanico. Persino un campione come Valentino Rossi è stato travolto da questa dinamica, da cui ha saputo districarsi zittendo i detrattori con il passaggio vincente dalla Honda alla Yamaha. Nel caso di Bulega, però, queste insinuazioni appaiono particolarmente infondate e fuori luogo. In una dinamica paradossale, il suo diretto rivale, Toprak Razgatlıoğlu, è spesso elevato al rango di fenomeno, a prescindere. Sorge spontaneo dunque un interrogativo: come mai, nonostante nel 2024 BMW beneficiasse delle super-concessioni per sviluppare la moto, l'idea che le vittorie di Razgatlıoğlu fossero dovute alla superiorità del mezzo non ha attecchito nell'immaginario collettivo, che continua a ergerlo sul podio dei più grandi, per alcuni di sempre?

Due talenti indiscutibili, uno più veloce dell'altro

Il talento del pilota turco è indubbio, e la sua capacità di vincere con due costruttori diversi (Yamaha e BMW) ne è dimostrazione. Ciononostante, la fama che avvolge i suoi successi, nonché la relativa narrazione, differisce significativamente da quella che accompagna le affermazioni di Bulega. Nel weekend di Cremona, nonostante il dominio del pilota italiano, le bandiere turche sventolavano addirittura più numerose di quelle tricolori.
Eppure, Bulega è un pilota che ha costruito il suo successo con merito e precocemente: campione del mondo di Supersport nel 2023, al secondo anno nella categoria; vicecampione del mondo all'esordio in Superbike, con sei trionfi stagionali. Toprak Razgatlıoğlu, diversamente, raggiunse lo stesso numero di successi solo al suo quarto anno, nel 2021, quello del titolo iridato. La stagione d'esordio fu conclusa dal turco al nono posto. Se lo stile spettacolare del turco – insieme alle sue imprese, certo – contribuisce alla sua aura di talento universalmente riconosciuto, i risultati di Bulega, sebbene più veloci, non generano ancora lo stesso impatto mediatico. Ci vorrà forse l'iride per dissipare questo velo di scetticismo? O la generale sottovalutazione del pilota Ducati è il riflesso di dinamiche culturali più profonde e tipicamente italiane?

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