Come s'è comportato il mercato moto nell'anno appena lasciato alle spalle? Il commento AICMOTO, Associazione Concessionari. I dati annuali diffusi da Confindustria
ANCMA fotografano un 2025 a due velocità per il mercato italiano delle due ruote: 345.287 veicoli immatricolati nel complesso (–7,52% vs 2024), con scooter in crescita (197.043 unità, +5,57%),
moto in calo (134.480 unità, –19,22%) e ciclomotori al minimo (13.764 unità, –31,93%).
Per AICMOTO –
Associazione Italiana Concessionari Moto – questi numeri raccontano una trasformazione strutturale in atto, che non può essere letta solo come effetto “tecnico” legato all'avvicendarsi delle normative EURO. Il mese di dicembre 2025 evidenzia un forte arretramento YOY: 11.213 unità e –62,10%. Un risultato che va però interpretato alla luce del confronto con dicembre 2024, mese che fu condizionato dal picco di immatricolazioni connesso all’introduzione dello standard Euro 5+.
Tuttavia, secondo AICMOTO, il punto chiave non è solo “quanto” il mercato scende o sale, ma dove cresce e cosa cresce. Come sostenuto da Pier Francesco Caliari, Direttore Generale di AICMOTO, “Se guardiamo la due ruote nel suo complesso, il mercato negli ultimi anni appare relativamente stabile. Ma oggi è indispensabile fare un distinguo netto: da una parte c’è il commuting urbano in crescita, dove la scelta è sempre più funzionale e la passione conta poco; dall’altra c’è la ‘moto vera’, che sta perdendo numeri in modo più costante. Questo è il tema serio su cui serve lavorare, senza semplificazioni.”
Passaggio delicato
I dati nazionali aggregati, da soli, sono sterili se non vengono letti con maggiore profondità per capire come si sta muovendo il mercato: la rete vive dinamiche molto diverse tra regioni e bacini di mobilità. “Per capire davvero cosa sta succedendo servono dati territoriali e serie storiche - prosegue Caliari - Lombardia e Veneto non si muovono come Puglia o Sicilia, città e province non reagiscono allo stesso modo, e lo stesso vale per i diversi canali (vendita, usato, stagionalità, turismo). Senza questo livello di dettaglio, si rischia di inseguire interpretazioni parziali.”
Una possibile soluzione a questo problema potrebbe essere la creazione, nel 2026, di un tavolo di confronto che coinvolga non solo operatori di settore, ma anche consumatori, sociologi, opinion leader e opinion maker, per discutere apertamente fattori spesso trascurati, come l’evoluzione culturale dell’uso della
moto, le barriere economiche e assicurative, la percezione del rischio e le nuove modalità di fruizione.
Attilio Pogliani, Presidente di
AICMOTO, commenta così gli ultimi dati dell’anno:
“Il 2025 conferma che le due ruote restano centrali nella mobilità e nel tempo libero, ma evidenzia anche un passaggio delicato: se cresce la componente “utilitaria” e arretra quella “passionale”, cambia l’equilibrio del settore. Proprio per questo, AICMOTO continuerà a lavorare per portare la voce dei concessionari nei luoghi dove si decidono norme e condizioni che impattano direttamente domanda e rete.”