Superbike, Alvaro Bautista

Superbike, Alvaro Bautista in pesante ritardo con la Honda HRC

Alvaro Bautista ha chiuso i test di Jerez a quasi due secondi da Jonathan Rea, girando più piano anche del compagno Leon Haslam. "In HRC sanno di cosa ho bisogno"

19 novembre 2020 - 16:42

Alvaro Bautista ha chiuso i test Superbike a Jerez con un modesto ottavo tempo, su undici piloti scesi in pista. Il “capitano” di Honda HRC ha girato in 1’40″232,  peggio del compagno di squadra Leon Haslam, che ha mandato a referto 1’39″852. Lo spagnolo è finito dietro anche ai rookie Andrea Locatelli e Lucas Mahias, che però hanno fatto i giri veloci con gomme ultra soffici (qui i tempi finali). Su questo tracciato Alvaro Bautista con la Ducati, a giugno 2019, aveva vinto due gare realizzando anche quello che ancora oggi è il primato della pista, 1’39″005. In questa occasione Bautista ha chiuso a quasi due secondi da Jonathan Rea primatista dei test con 1’38″324.

“La luce del tramonto mi acceca”

Alvaro Bautista ha smesso di girare poco oltre le 16, cioè due ore prima del previsto. Quando Jonathan Rea si è scatenato per l’assalto finale con gomme soffici, il pilota Honda HRC era già cambiato con la valigia in mano. “Ad una certa ora, d’inverno, il sole a Jerez diventa radente, io non ci vedo bene in queste condizioni, per cui è pericoloso continuare, mi è sempre successo. Comunque avevamo già finito il programma” ha spiegato. Poi ha fatto un bilancio dei test. “Non avevamo cose nuove da provare, ci siamo contrati sul confronto fra differenti soluzioni, un lavoro che a causa della cancellazione di vari test e delle gare concentrate in pochi mesi, finora non eravamo riusciti a compiere. La speranza è che nel 2021 si torni alla normalità e si possa girare di più: adesso partiremo da un base un pò più solida”

“Ci sono ancora cose che non vanno”

Ormai l’ex MotoGP guida la Honda CBR-RR da un anno, ma la strada da compiere sembra ancora abbastanza impervia. “Gli ingegneri HRC sanno cosa mi serve, lavoriamo su freno motore ed erogazione di potenza, situazioni che devono essere gestite con l’elettronica. Abbiamo provato varie soluzioni, alcune migliorative, altre che non mi sono piaciute. Adesso il lavoro che dovranno fare in Giappone è mettere insieme tutti i pezzi e migliorare il pacchetto.”

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