La Superbike ci offre battaglia con il contagocce: come a Cremona, anche a Most il confronto diretto fra
Toprak Razgatlioglu e Nicolò Bulega dura solo qualche attimo. La Superpole Race, sulla distanza di soli dieci giri, ha recitato lo stesso copione dell'antipasto del sabato. Il ducatista è partito impepato, e ha provato tutto quanto poteva per cercare d ribaltare il pronostico. Ma qua dentro El Turco ne ha di più: ha lasciato sfogare l'avversario all'inizio, poi si è messo a girare a passo di qualifica (anzi: meglio!) costringendo Bulega all'errore. A metà distanza Nic è finito dritto alla prima curva e il duello rusticano è finito lì. Toprak recupera altri tre punti, risalendo a -26 punti dall'avversario sempre leader Mondiale. Niente fa pensare che gara 2, questo pomeriggio, possa avere uno svolgimento diverso.
Bulega aggressivo ma non basta
Nicolò è partito a razzo, provando a sorpendere Razgatlioglu bruciato al via anche da Danilo Petrucci. A metà del primo passaggio però ha superato l'ex MotoGP come fosse fermo, lanciandosi a caccia del fuggutivo. Bulega era riuscito a guadagnare sei decimi al primo giro, ma si sono rilevati niente. La BMW è tornata sotto e nella serie di cambi di direzione veloci
Toprak è andato al comando. In due differenti occasioni Bulega ha provato ad affondare la frenata, affrontando l'avversario sul suo terreno preferito. Nella seconda circostanza è andato lungo nella via di fuga: game over. I restanti cinque giri sono stati passarella per Toprak. Il podio è stato identico al giorno prima, con la conferma di Petrux sul terzo gradino.
Bautista non ci mette mano
Petrucci sta sfruttando l'altalena di prestazioni di
Alvaro Bautista, che guidando la Ducati ufficiale sarebbe il logico candidato al terzo posto. Invece lo spagnolo è finito di nuovo quinto, come sabato, pagando dazio anche all'altra Panigale V24 satellite di Sam Lowes. Se non altro BauBau, penalizzato dalla partenza dalla quarta fila, ne ha guadagnate per cui potrà impostare una gara 2 con migliori prospettive. Bautista ambisce al rinnovo in Ducati, ma navigare così distante dal compagno di squadra non è lo spot migliore.
Le super concessioni Superbike non servono a niente
BMW e Ducati dettano legge sulla breve e sulla lunga distanza, relegando Honda, Bimota, Yamaha e Kawasaki al ruolo di comprimarie. E dire che tutte sono in regime di super concessione regolamentare, cioè possono usare parti motore e ciclistica prototipo. Iker Lecuona, con la Honda, è finito sesto pagando otto secondi alla BMW, cioè quasi un secondo di distacco. Su un tracciato cosi corto è un divario assai grande. Le gare passano e il trend non cambia.