matteo ferrari motoe superbike

ESCLUSIVA Matteo Ferrari: “MotoE, quelle cadute… Che regalo SBK da Barni!”

Matteo Ferrari ha chiuso la seconda annata MotoE da vice-campione. E questo weekend sarà a Estoril in Superbike con Barni. "Dopo due anni, finalmente! Un regalino di fine stagione."

13 ottobre 2020 - 13:19

Non gli è riuscita la conferma del titolo, ma Matteo Ferrari nel complesso si dichiara soddisfatto. Si è chiusa lo scorso weekend la seconda stagione MotoE, con l’alfiere Trentino Gresini vice-campione 2020 dietro a Jordi Torres. Peccato per un paio di zeri, ma ancora una volta si è mostrato costantemente competitivo, ancora di più in un’annata così complessa. In attesa di conoscere i suoi piani per il futuro, il prossimo fine settimana lo vedremo ancora in azione, ma in un altro campionato. Ferrari correrà a Estoril per l’ultimo round Superbike con Barni Racing, in sostituzione di Samuele Cavalieri (impegnato nell’ultimo evento del CIV di categoria).

Come valuti questa stagione MotoE 2020?
Sono contento della velocità che abbiamo mantenuto quest’anno. Rispetto al 2019 l’obiettivo era mostrarmi competitivo sempre, dai test alle prove libere alle gare. Sotto questo punto di vista ce l’abbiamo fatta, visto che abbiamo sempre lottato per il successo. Purtroppo però vince sempre solo uno… Soprattutto i due zeri ci hanno compromesso il campionato. Alla fine a Le Mans abbiamo conquistato il secondo posto: certo non è come vincere, ma siamo ‘i primi degli ultimi’ [risata].

Un vero peccato l’incidente nella gara di sabato.
È stata una caduta un po’ stupida: non un errore clamoroso, semplicemente una questione di gomma fredda. Tra l’altro mi è partita quando avevo più del 70% di gas… Sono cadute strane, un po’ come Pecco a Misano. Piccole differenze, come un grado in più di piega o la gomma leggermente più fredda, che ti compromettono la stagione. In un campionato così corto gli zeri certo non aiutano: sarebbero bastati in alternativa un 6° ed un 5° posto per il titolo, cosa “semplice” visto che ci siamo giocati sempre la vittoria. Ho accettato la sconfitta, sono tutti insegnamenti che servono.

Il secondo anno in una categoria, soprattutto quando ti devi riconfermare, è sempre più difficile. La velocità aumenta, la pressione è più alta, quindi è più facile commettere un errore. Ma guardiamo l’aspetto positivo: abbiamo sempre reagito nel modo più giusto, senza lasciarci andare. Domenica dopo Gara 1 partivo 15°, quindi era facile dire che tanto ormai il campionato era andato. Invece abbiamo recuperato 10 posizioni in sette giri: come mentalità e forza abbiamo dato il 110%. Chiaro che mi piacerebbe sempre vincere, ma stavolta non è stato possibile e bisogna pensare al come mai. Certo dispiace, ma questa è la vita dello sportivo.

Hai incontrato qualche difficoltà in più a Le Mans? Ad esempio le condizioni climatiche…
Certo mi aspettavo le temperature basse, ma in generale siamo andati anche abbastanza bene. Consideriamo poi il fatto che non abbiamo avuto tre giorni di pioggia, anzi la maggior parte dei turni li abbiamo realizzati su pista asciutta. Per quanto riguarda le gare poi, solo la MotoGP ha corso sul bagnato. Non è andata così male, ma c’è da dire che noi della MotoE soffriamo più degli altri perché non abbiamo il warm up lap. Arrivi quindi alla prima curva con le gomme fredde… Ma posso dirmi soddisfatto: venerdì in condizioni miste sono stato veloce, sull’asciutto ero rapido e potevo giocarmi la vittoria. Sapevamo delle condizioni e quindi che bisognava stare più attenti per evitare cadute, ma a volte col freddo succede lo stesso senza sapere bene perché.

In questa stagione c’è stato qualcosa di cui hai detto ‘Questo avrei potuto farlo meglio’?
Il campionato in generale è andato bene, quindi non ho un particolare rimpianto. L’unica eccezione sono le due cadute, di cui mi sono detto ‘Potevo cadere in prova e non in gara!’. Sono state chiave per il risultato finale. Per il resto però nulla da recriminare: mi sono adattato a tutte le condizioni, sono sempre stato veloce in tutti i circuiti, ho portato a casa due vittorie… Certo, se tornassi indietro certo eviterei di cadere! Ma sono episodi di gara che capitano sempre, la stagione perfetta non esiste.

Ti aspettavi di vedere gli esordienti, soprattutto Aegerter e Torres, subito davanti?
Sinceramente sì, ma per il semplice fatto che abbiamo iniziato a Jerez: anche l’ultimo arrivato poteva fare molto bene. Certo, se fosse stato un campionato come l’anno scorso i rookie avrebbero fatto più fatica. A Le Mans ad esempio sono tornati davanti i piloti di maggiore esperienza, come Di Meglio o Tuuli. Torres come passo gara non era così veloce, ma è stato un po’ fortunato: ci vuole anche questo per vincere il titolo. Ma tutti gli altri hanno avuto qualche difficoltà in più. Ma in questo campionato particolare me l’aspettavo.

In conferenza stampa hai detto “Ho già firmato” per la prossima stagione. Puoi dirci di più?
Non posso spoilerare niente [risata]. Ma sì, ho già deciso per l’anno prossimo. Anzi, avevo già deciso da un po’, ma chiaramente abbiamo aspettato la fine del campionato per mettere tutto nero su bianco. È questione di poco, tempo di confermare tutti i dettagli per gli sponsor e ci siamo. Io comunque sono già a posto e sono molto contento delle decisioni prese, credo siano le scelte giuste per il mio futuro.

Nel frattempo, questo weekend ti vedremo nuovamente in Superbike per l’ultimo round 2020 a Estoril.
Sì, parto domani! Finalmente dopo due anni riuscirò a correre con il team Barni. Dopo il CIV e qualche gara Stock, mi sarebbe sempre piaciuto concretizzare tutto il lavoro svolto e fare una gara insieme. Ora il loro pilota Cavalieri deve confermare la sua posizione nel CIV: anche se è staccato da Savadori, vuole provarci fino alla fine ed è giusto così. Di conseguenza c’era una moto libera e Barni ha pensato di farmi questo regalino a fine stagione.

Gli obiettivi per questo appuntamento? Estoril già lo conosci come circuito.
Mi porto dietro l’esperienza di Aragón, che è stata tosta visto che gli altri ci avevano già girato e avevano tante gare stagionali all’attivo. Se non altro stavolta non parto proprio da zero. Certo da allora non mi sono allenato troppo per la Superbike, quindi comunque non sarà facile, ma la cosa bella è che gli altri non hanno così tanta esperienza a Estoril. Certo sarebbe irrealistico pensare di vincere la gara, ma mi piacerebbe confermarmi in zona punti, anche per risollevare il morale della squadra. In realtà però non so bene cosa aspettarmi, visto che ci sono tanti aspetti diversi. Lo prendo come un allenamento, un’esperienza a livello personale.

Programmi a stagione finita?
Non avrò grossi impegni, ma ci sarà qualche trattativa nuova con sponsor e partner. Parteciperò poi alla fiera ‘Ecomondo’ a Rimini con due sponsor MotoE. Sono contento, c’è qualche evento che lascia intravvedere uno spiraglio in questa situazione attuale difficile. Sarà la ‘parte noiosa’ dello sportivo [risata]. Poi certo continuerò ad allenarmi e spero ci sia di nuovo la 100 km dei Campioni al Ranch. La faccio da svariati anni, sarebbe divertente correre di nuovo contro tutti i ragazzi.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Aleix Espargaro

MotoGP, Aleix Espargarò e il pronostico su Andrea Dovizioso

motogp teruel sky sport

MotoGP, Teruel: occhio agli orari TV! Dirette Sky Sport, DAZN e TV8

eg 0,0 moto3

Moto3: EG 0,0 e Monlau scrivono la parola ‘fine’ al progetto mondiale