Superbike

Anche la Superbike aspetta la cancellazione del round in Qatar

Il paddock della Superbike sta tornando in Europa, con l'idea originaria di tornare in Qatar fra un settimana. Scontata la cancellazione anche per l'altro Mondiale.

2 marzo 2020 - 11:00

Il paddock della Superbike aspetta di sapere se il secondo round in Qatar, fra due settimane, si potrà correre o meno. Al momento, le speranze sono pressoché nulle. Gran parte del personale delle squadre in queste ore sta volando verso l’Europa, e i programmi di viaggio stabiliti da mesi prevedevano una nuova partenza verso il Qatar ad inizio di prossima settimana. Quindi, nei fatti, il personale delle squadre italiane, di ritorno ed in pochi giorni di nuovo in viaggio per Losail, avrebbe l’identico status di viaggio dei colleghi impegnati in MotoGP. Quindi non ci sono speranze, a meno di imprevedibili cambiamenti di procedura stabilite dalle autorità del Qatar.

COM’E’ LA SITUAZIONE

Tante aziende stanno imponendo restrizioni ai viaggi del loro personale. Gli addetti di un grande fornitore italiano di componenti, impegnati con la Superbike in Australia, hanno dovuto cambiare il volo di rientro – su specifica indicazione della loro azienda – evitando il transito da Singapore, ritenuto uno stop a rischio contagio. Li hanno dirottati su Bangkok: non si capisce la logica, ma tant’è. Lo stesso personale, una volta a casa, dovrà andare in quarantena volontaria, retribuita dal datore di lavoro. Un fotografo italiano impegnato a Phillip Island e diretto a Losail in queste ore è in aeroporto a Melbourne in attesa del via libera all’immigrazione del Qatar. Si tratta tra l’altro di un professionista che figura nella lista che l’Irta aveva preparato per le autorità qatariote ma che, nei fatti, non è servita a niente.

IL SOGNO: RECUPERO CON MOTOGP E SBK

La MotoGP è stata “annullata”, per cui Dorna/FIM lasciano intendere senza mezzi termini che non ci sarà alcun recupero. La Superbike seguirà a ruota. Rimettere in piedi due eventi di questo genere avrebbe costi enormi per il promoter Dorna, che per altro in questo 2020 aveva avuto l’opportuna idea di far correre le due categorie ad una settimana di distanza l’una dall’altra in Qatar. Questo avrebbe permesso varie sinergie, in particolare l’utilizzo della stessa infrastruttura di produzione TV, con evidente risparmio. I team Superbike, in aggiunta, con l’accoppiata Australia-Qatar avevano a loro volta risparmiato sui trasporti di moto e materiale. Sarebbe fantastico se, magari a fine stagione, Dorna riuscisse a rimettere in piedi un grande, unico evento con MotoGP, Superbike e Supersport.  Una finalissima dei tre campionati, magari coi titoli ancora in ballo. Alla faccia del Coronavirus, questa sarebbe una grandissima opportunità per il nostro sport, per mille motivi.  Ma sarà difficile, se non impossibile, che accada.

 

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