Superbike, Ana Carrasco

Ana Carrasco, il ritorno della guerriera: “Se cadi sette volte, rialzati otto”

Ana Carrasco, 23enne spagnola, a Portimao è tornata al successo nella WSSP300 Mondiale. Ma in gara 2 le è andata male. A settembre la sua sfida diventa un film

11 agosto 2020 - 17:49

di Stefano Bergonzini

Questa incredibile foto racconta meglio di qualsiasi prosa, l’adrenalina che corre in una gara della Supersport 300, la vivacissima entry class della Superbike, alla quale partecipano 55 piloti da 12 diverse nazioni.  Documenta il contatto nel giro finale della Gara2 di domenica scorsa a Portimao tra la Ninja 400 di Ana Carrasco e la moto gemella dell’australiano Tom Edwards del team ParkinGO, quando i due piloti si preparavano a sprintare. Per fortuna la scivolata si è conclusa senza conseguenze per i due rider, anche se la Carrasco non essendo riuscita a ripartire e rientrare in pit lane ha perduto la settima posizione e i 9 punti che avrebbero potuto proiettarla al secondo posto nel mondiale, dopo la bellissima vittoria della Gara1.

“Se cadi, rialzati”

“Se cadi sette volte rialzati otto” spiega la 23enne di Murcia, che in Spagna è una piccola star per aver vinto il mondiale 300cc nel 2018, prima donna al mondo a farlo.  “Mi è andata bene, non ho visto l’altra moto che mi arrivava da dietro e per fortuna che le dotazioni di sicurezza, casco e airbag hanno funzionato alla perfezione. E’ stato un gran brutto volo”.

In Gara1 però lei ha tornato a dominare come nel 2018, è vero?

“Portimao è una tra le mie piste preferite e avevamo lavorato molto con la squadra per presentarci competitivi. Sapevo che potevo tornare a vincere, farlo qui in Portogallo dove ho vinto la mia prima gara mondiale è stato ancor più bello”.

In Spagna è un personaggio, le hanno dedicato anche un documentario, com’è la sua vita?
 
“Si è un documentario che racconta la mia storia e che uscirà gratuitamente il 17 settembre  sulla piattaforma digitale RakutenTv. Sono una professionista che ha tanti impegni, con sponsor, conferenze stampa, eventi di beneficenza, ma anche una ragazza normale. A parte il mondo delle gare, che mi impegna tanto, sono iscritta all’Università’ Cattolica Sant’Antonio di Murcia e mi piacerebbe laurearmi. Mi alleno molto, bici, palestra, motocross. Non ho abbandonato il mio grande sogno di poter arrivare alla MotoGP”.  Nel video qui sopra il test con la Kawasaki Superbike del campionissimo Jonathan Rea

Cosa risponde a chi dice che il motociclismo non è uno sport per signorine?

“Chiudo la bocca coi fatti, ho dimostrato coi risultati che una ragazza di famiglia modesta partendo dalle minimoto può arrivare a vincere un mondiale come i maschi. Quest’anno sono impegnata al massimo perché voglio tornare a essere la numero uno della 300 per poi guardare al futuro della mia carriera. Con il team Provec stiamo facendo un gran lavoro, sono seguita al top della professionalità tecnica e di immagine. Posso farcela perché se cadi sette volte mi rialzo otto”.

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