Albert Arenas domina gara 2 della
Supersport e approfittando della scarsa vena degli inseguitori dà una bella spallata al Mondiale. Mancano 5 round (10 gare, 250 punti) è presto per parlare di ipoteca, ma la sensazione è che lo spagnolo sia già a buon punto.
La sconfitta all'ultimo giro di gara 1 ad opera di uno scatenato Valentin Debise aveva lasciato molto amaro in bocca allo spagnolo. "Il secondo posto non era male in ottica campionato, ma volevo vincere, per questo all'ultima curva avevo tentato un sorpasso a sorpresa" aveva spiegato Albert Arenas. Atteggiamento da pilota che nel Motomondiale ha lasciato il segno, vincendo un Mondiale Moto3. Detto fatto. Nella rivincita è stato impeccabile, andando in fuga e lasciando Jaume Masia (Ducati) e lo stesso Debise (ZXMoto) nelle grinfie del gruppo. Con il terzo trionfo in questa nuova avventura in Supersport vola a +56 punti di vantaggio in classifica sui confronti del francese.
Yamaha protagonista
Nel 2025 la Yamaha YZF-R9 ha vinto al debutto e in questa stagione sta riconfermando il proprio potenziale. La cinese ZXMoto in gara 1 aveva fatto la voce grossa, firmando il sesto successo '26. Ma l'avversaria è più consistente, specialmente nelle mani di un martello come Arenas. Nei primi giri è stato l'indonesiano Aldi Mahendra a tenere il ritmo del fuggitivo, poi il talento del sud asiatico è calato, com'era comprensibile visto che solo il mese scorso si è fatto togliere le placche che aveva nei polsi per l'incidente di anno scorso. Ad approfittarne è stato Tom Booth-Amos, che ha concluso la fatica in una brillantissima seconda posizione. Quando non cade, il britannico è sempre là davanti coi migliori.
Masia e Debise restano indietro
Jaume Masia è l'unico ducatista in gioco nel Mondiale, ma sulla pista di casa di Borgo Panigale ha perso parecchio terreno da Arenas. Il quarto posto non basta per tenere testa ad un pilota velocissimo e consistente come Arenas. E' andata peggio a Valentin Debise, relegato in nona posizione da una
ZXMoto che non è riuscita a volare come nella gara precedente. Alti e bassi comprensibili, visto che la moto cinese sviluppata e gestita dall'italianissima Evan Bros ha disputato solo sette round iridati.
I soliti due
Mattia Casadei con la Ducati del team DG34 di Davide Giugliano e Matteo Ferrari con la Ducati WRP sono state anche questa volta le punte dello schieramento italiano. Le posizioni sono incoraggianti, sesto e settimo. Resta il rammarico di aver subìto l'attacco finale da parte di Jeremy Alcoba. Lo spagnolo ha dato la prima gioia 2026 al team Puccetti, che ha puntato forte sulla Kawasaki 636. Finora la piccolina di Akashi è un pò mancata all'appello, Misano è il segnale di svolta?
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