Superbike Thai: Alvaro Bautista, 6 fantastico!

Alvaro Bautista fa il pieno anche in Thailandia e vola nel Mondiale: +26 punti su Jonathan Rea anche stavolta secondo. La Kawasaki adesso non ride più

17 marzo 2019 - 10:31

Alvaro Bautista, e chi ti ferma più? Sull’infuocato asfalto thailandese il  piccolo spagnolo sbaraglia anche gara 2 regalando alla Ducati il sesto successo, in altrettante gare. Il Mondiale, appena cominciato, rischia di essere (quasi) finito: Jonathan Rea, anche stavolta secondo, ha già 26 punti di ritardo. Il vero campionato comincerà in Europa, ma il binomio non ha punti deboli: la V4R è un missile, Bautista ha alzato l’asticella in maniera esponenziale. L’ex Cannibale e la Kawasaki non ridono più. Dal quarto round ad Assen alla Ducati potrebbero essere tolti 250 giri motore: ecco che ne pensa Bautista.

Ma lo spettacolo dov’è?

L’arrivo della nuova Ducati avrebbe dovuto alzare lo show Superbike, invece le prime gare 2019 sono state (tutte!) monologhi. Bautista aveva dominato a Phillip Island facendo registrare i più ampi distacchi di sempre se la storia si è ripetuta, pari pari, a Buriram: sabato 8 secondi, stavolta 10. E’ un abisso su una pista piatta e semplice come questa.  E dire che qui la Kawasaki aveva vinto sette volte, in otto gare, sei con Rea… La seconda sfida non è neanche cominciata: Bautista è scattato come un razzo dalla pole confermata vincendo la sprint race (qui cronaca e classifica)  e in pochi giri è diventato invisibile per tutti. Anche per Jonathan Rea, che più che pensare ad acciuffare il fuggitivo, ha dovuto penare per salvare almeno la piazza d’onore dagli attacchi della Yamaha di Alex Lowes, piegato solo nel finale.

La stessa identica classifica di sabato

Incredibilmente Buriram ha offerto due gare lunghe in fotocopia, non per modo di dire. Le prime otto posizioni della (mancata) rivincita sono le stesse della corsa del sabato. Marco Melandri ha quindi archiviato un altro sesto posto, lottando con la GRT Yamaha che serpeggiava paurosamente sul rettilineo. Come abbia potuto chiudere la gara, Marco, è un mezzo mistero. I due uffciali Yamaha, Lowes e van der Mark, qui vanno sempre forte, quindi il doppio 3-4 non impressiona più di tanto. Ci vorrebbe ben altro per mettere il sale sulla coda a Bautista. Il 22enne Michael Rinaldi ha fatto di nuovo ottavo, mentre Chaz Davies si è fermato lungo la pista con il motore Ducati V4R fumante. Eugene Laverty non è neanche partito perchè dopo il disastroso problema ai freni di sabato, stavolta la Ducati Go Eleven si è inondata d’olio nel giro di formazione. Ma tanto ci pensa Alvaro.

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