Superbike: Eugene Laverty, com’è dura l’avventura

L'irlandese ritiene alto il potenziale della Ducati V4R ma il cronometro ancora non brilla

31 gennaio 2019 - 20:07
Era scontato che sarebbe stato un inizio difficile per Eugene Laverty. Il viceiridato 2013 ha girato sulla Ducati Panigale V4R solo per quattro giornate ma al netto di tutte le giustificazioni possibili  il passivo rimediato nei test di Portimao è davvero sensibile: oltre 3 secondi dall’imprendibile (per tutti) Jonathan Rea, ma anche più di due secondi dalla migliore Ducati, quella schierata dal team interno per Alvaro Bautista. Nella gara 2018 sullo stesso tracciato portoghese Laverty, con l’Aprilia, era partito in pole con un tempo ancora migliore di quello di Rea nei test. A complicare i piani c’è anche il fattore sospensioni: Go Eleven ha utilizzato in questo frangente le Bitubo, trovandosi quindi nell’impossibilità di condividere i dati con il team ufficiale, da sempre equipaggiato Ohlins.

DUCATI, IL POTENZIALE E’ ALTO MA…

I tempi delle prove invernali non raccontano mai completamente la verità ma non nascondo che Portiamo è stato un test molto difficile” racconta Eugene Laverty. “La Ducati va molto forte, il motore spinge fortissimo e ho impressione che la base sia eccellente, molto migliore della moto che avevo l’anno scorso (Aprilia, ndr).  Solo che in questo momento è impossibile sfruttare il potenziale. Ho fatto dei giri dietro Jonathan Rea, a centro curva sono più veloce di lui, ma in accelerazione è come se io fossi stato sul ghiaccio, mentre lui schizzava via come avesse una gomma da qualifica. Una volta che apro il gas, la ruota posteriore perde contatto. E’ molto frustrante.”

LOTTA CONTRO IL TEMPO 

Anche le altre Ducati, cioè Michael Rinaldi con le Showa e i due ufficiali Alvaro Bautista e Chaz Davies con le Ohlins hanno avuto problematiche di grip al posteriore. “Anche con l’Aprilia (che aveva Ohlins, ndr) ho sofferto molto prima di trovare aderenza, ma poi ci eravamo riusciti. La squadra lavora sodo, mi sto trovando bene. Restano solo due giornate di test in Australia, non sono molte ma vedremo di farcele bastare.” Sarà difficile che in così poco tempo Laverty e i ragazzi del team Go Eleven riescano a ricucire un divario così netto dal vertice. Eugene ha già capito che sarà un avvio di Mondiale molto duro, anche se Phillip Island è uno dei suoi tracciati preferiti.

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