Superbike Phillip Island: Alvaro Bautista, il distruttore

Alvaro Bautista domina anche gara 2 battezzando il debutto della Ducati V4R con una fantastica tripletta. Kawasaki costretta in difesa

24 febbraio 2019 - 5:44

Alvaro Bautista ha completato il capolavoro conquistando anche gara 2 dell’apertura Superbike in Australia. Alla doppietta ha aggiunto anche il successo nella Superpole Race, la sfida sprint (appena dieci giri) novità di quest’anno. Non c’era modo migliore per battezzare il debutto assoluto della Ducati V4R, la prima Superbike a quattro cilindri della storia Ducati. Il tris ha fruttato 13 punti di vantaggio sulla Kawasaki di un Jonathan Rea costretto a giocare in difesa per l’intero fine settimana. Il Cannibale che tiene in pugno il Mondiale da quattro lunghi anni adesso fa un pò meno paura. Bautista e la Ducati hanno fatto il pieno in un campionato che registra il ritorno sulla scena di Honda HRC, reparto corse più potente del Mondo, e anche della corazzata BMW. Solo alla Ducati riescono miracoli così. Bautista ha definito la V4R “Una MotoGP stradale” (leggi qui)

Non è cambiato niente

La seconda sfida è stata la copia esatta dell’antipasto di sabato (era andata così). Nelle stesse condizioni climatiche (46°C d’asfalto) il dominio rosso è stato ancora più schiacciante. Bautista è andato in testa dalla pole guadagnata vincendo la mini gara e dopo qualche curva era già invisibile. Per quasi tutta la gara ha girato circa un secondo più forte di tutti e al penultimo giro aveva un vantaggio di 17″4, il più alto mai registrato sul tracciato di Phillip Island in gare asciutte. Nel giro finale ha lasciato per strada cinque arrivando sul traguardo a braccia alzate per festeggiare coi ragazzi del box Ducati impazziti al muretto.

Jonathan Rea non morde

Il nordirlandese era stato molto aggressivo nella gara corta, segnando il nuovo riferimento in gara in 1’30″075, ma sulla lunga distanza ha incontrato gli stessi problemi di tenuta d’aderenza riscontrati sabato (dettagli qui). Rea ha avuto il suo daffare per sbarazzarsi del neo compagno di squadra Leon Haslam, campione BSB finito terzo. Alle spalle del duo Kawasaki è stata lotta in famiglia Yamaha, con Marco Melandri alla fine superato da Michael van der Mark e Alex Lowes.  Dietro Melandri, è arrivato Chaz Davies, che nel 2018 era la punta Ducati e invece si è preso 26 secondi di distacco da Bautista.

Gli altri

Quella di Bautista è l’unica Ducati andata fortissimo. Oltre a Davies ha sofferto anche Eugene Laverty (due vittorie qui, con Aprilia e Suzuki) e in gara 2 anche Michael Rinaldi, costretto a fermarsi ai box per cambio della gomma posteriore. Male anche la Honda e le BMW che dopo una gara 1 ben superiore alle attese sono scomparse nella corsa finale. I tedeschi hanno ancora il motore Stock, in gara Tom Sykes non è andato oltre 305 km/h contro 321 della Ducati. L’evoluzione arriverà al debutto europeo del Mondiale. Prima ci sarà la tappa in Thailandia, il 16-17 marzo.

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