Nel Mondiale
Superbike vince sempre Nicolò Bulega: 27 volte nelle ultime 28 disputate, considerando anche le quattro gare finali del campionato '25. Lo spettacolo è evaporato e non è colpa del pilota, ma della formula. Anche nel British Superbike c'è un Cannibale, si chiama Kyle Ryde. Eppure là il campionato è vivissimo e si divertono tutti. Perfino gli avversari...
Ryde, 29 anni, ha già vinto due volte il titolo (2024-25) e anche quest'anno sta dominando la scena: 12 vittorie in 18 gare. La Ducati Panigale V4 R versione '26 con il forcellone bibraccio fa la differenza anche anche nel British Superbike, però grazie ad un regolamento tecnico azzeccato, non schiaccia gli avversari. Ad Oulton Park, dove si è disputato il sesto degli undici round previsti, Kyle Ryde ha battezzato entrambe le gare della domenica, ma la Yamaha con Bradley Ray ha vinto l'anticipo del sabato. La YZF-R1 negli ultimi tre round ha vinto due volte e a Oulton Park con lo stesso Bradley Ray è sempre salita sul podio: prima, seconda e terza, dopo sfide con il coltello fra i denti con i ducatisti Kyle Ryde e Scott Redding.
Bimota da pole
Dunque la Yamaha nel BSB regge l'urto, mentre nel Mondiale Andrea Locatelli è in crisi profonda e Xavi Vierge non ha ancora trovato continuità: in quasi tutti i circuiti i due ufficiali di Iwata hanno incassato distacchi pesantissimi, anche superiori ai 20 secondi. Ma a movimentare la situazione ci sono anche altre marche, in particolare la Bimota. Con lo scatenato Max Cook, appena 22 anni, la KB998 ad Oulton Park ha arpionato la Superpole e condotto gara 1 per quasi metà distanza. Poi, dopo aver perso qualche posizione, Cox è uscito ad alta velocità. La domenica però è tornato protagonista, finendo sesto.
Nel BSB si difende anche la Honda
Perfino la Honda nel BSB si toglie qualche soddisfazione: in gara 3 Ryan Vickers è finito ai piedi del podio, dopo una partenza molto complicata. I distacchi sono contenutissimi, sorpassi e sportellate fanno divertite il pubblico, che risponde alla grande. Anche in questa occasione le tribune erano stracolme, dopo le 75 mila presenze di Brands Hatch due settimane prima. Nel BSB c'è un regolamento tecnico che riesce a limitare il divario fra il missile Ducati e le altre. La centralina unica è il nodo fondamentale, lo stesso componente che nel Mondiale non può essere adottato per il veto BMW in sede all'associazione dei Costruttori (MSMA). Ma non è solo questione di regole. Il BSB ha un'identità e un posizionamento di mercato precisi, elementi che purtroppo il Mondiale ha smarrito da tempo.
Kyle, la scommessa persa di Manuel Puccetti
Anche il sistema di punteggio serve a tenere vivo lo spettacolo. Pur avendo vinto 2/3 delle gare, Ryde comanda con 304 punti, contro 274 di Redding e 215 di Ray. Quindi è ancora tutto apertissimo, anche in considerazione della formula Showdown: è scontato che si deciderà tutto nel round finale di Brands Hatch, a metà ottobre. Ryde resta favorito ma non ha ancora le mani sul terzo titolo BSB consecutivo.Nel 2011, a soli 14 anni, Kyle è stato il più giovane campione britannico 125 GP di sempre. Nel 2016 apparve nel Mondiale Supersport e l'anno dopo ebbe l'opportunità di correre con la Kawasaki del team di
Manuel Puccetti come compagno del Re della categoria, ovvero Kenan Sofuoglu. In Australia debuttò con un fantastico quarto posto, ma fu l'unico lampo di una stagione fallimentare. A fine anno Puccetti chiuse i ponti, decisione comprensibile visto che aveva già pronto in casa un talento come Toprak Razgatlioglu.
Kyle Ryde quindi è tornato in patria e nel BSB ha cominciato vincere fin dal 2020, con la Suzuki. Ora, con la Ducati, fa la differenza. Ma il suo talento non uccide il BSB, piuttosto lo esalta.
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